Left 4 Dead (Zombie!)

maggio 15, 2009 at 9:33 pm (Zombie!)

Left 4 Dead (Zombie!), recensione Zombesca di Marin

Siamo circospetti.Non abbiamo idea di cosa li abbia ridotti così,ma ora sono ipersensibili.Solo noi 4 siamo sopravvissuti. Ora,dobbiamo arrivare ad un punto di raccolta; è la nostra unica speranza. Questa strada è morta,morta come tutti i nostri amici,i nostri parenti;morta come questa città.Non sappiamo se questa…infezione ha raggiunto anche il resto del mondo.Sappia mo solo che noi ne siamo immuni; solo noi 4. E l’esercito,ovviamente: devono esserci altri come noi.Deve esserci una cura!Osservo con disperazione la strada dinnanzi a me:cadaveri ammassati si perdono nell’orizzonte;gli scheletri delle macchine sono tutto ciò che è rimasto della civiltà.Le vetrine sono infrante,e così le porte.Macchie di sangue sui muri;riesco a vedere una carrozzella vuota,da cui emergono delle piccole ossa.L’orrore colpisce tutti indifferentemente,dico tra me e me. Inavvertitamente, sentiamo una sirena che squarcia il silenzio infernale: Francis ha inavvertitamente fatto scattare l’allarme di una macchina.Subito si sentono grida accompagnare la sirena in una sinfonia di terrore: stanno arrivando.

Regola numero 1: Sparare in testa.

E’ questa la prima cosa che ci insegnano i film horror: per far ritornare i non morti dove dovrebbero essere,niente di meglio che usare il loro cervello come una nuova raffinata forma di arte moderna.E in L4D il comandamento è rispettato:il modo più veloce per riempire nuovamente l’inferno è un bel Headshot. Invece addolora moltissimo la mancanza di armi da film di serie B: non chiedo armi deliranti come un osso di dinosauro o un frigorifero,ma sarebbe stata simpatica avere almeno una motosega o un lanciafiamme! Ash Campbell ne sarebbe molto contrariato.

Regola numero 2: Scappare non serve a niente.

Prima o poi,ti raggiungeranno. Anche questa regola, nonostante si tratti di un gioco sulla fuga, è rispettata.Non c’è un posto sicuro,se non pochi magazzini checkpoints; gli zombie sanno scalare muri,rompere finestre e porte,sfondare anche alcune pareti.Ben fatto,Valve! Però sono troppo veloci.Va bene cavalcare Ventotto giorni-mesi-settimane-anni ecc. Dopo,ma gli zombie sono lenti. Punto.

Regola numero 3: Spara all’amico che viene morso.SUBITO!

Questa regola non viene rispettata.Certo,chi giocherebbe ad un gioco in cui al minimo contatto con il nemico si corre il rischio di diventare uno di loro?Ma il Grande Vecchio ne avrebbe molto da ridire.E’ anche vero però che i protagonisti sono degli “immuni”:quindi,sono in parte giustificati.In parte.Inoltre,non ci sono tensioni nel gruppo:questo non è nè realistico nè zombesco.

Regola numero 4: Ci deve essere la sottotrama amorosa.

Qui non c’è.Ecco.Però è un bene: altrimenti,l’unica ragazza del gruppo sarebbe dovuta morire subito(sì,capitelo,le donne negli Horror sono carne da macello.)

Regola numero 5:Alla fine si salvano al massimo in 2.

Ahia,altra regola non rispettata.Ma voi avreste davvero giocato ad un gioco così?
In definitiva,L4D risponde alla maggior parte dei canoni zombeschi,ma in alcuni punti non è fedele alla tradizione e non da’ quel feeling da “Quandononcisaràpiùspazioall’infernoimorticamminerannosullaterra”: sembra più una fighettata come il già citato 28GD e il mai troppo disprezzato remake de “L’alba dei morti viventi” di Zack “300” Snyder.

Zombità=6/10

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