No Line on the Horizon – U2

aprile 17, 2009 at 3:12 pm (Recensioni Album Musicali)

No Line on the Horizon – U2 recensione di Marin

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Con estrema diffidenza,faccio partire il nuovo lavoro di Bono & Co.Infatti,solo il mio amore per gli U2 ha permesso l’ascolto di questo album.Dopo “All That You Can’t Leave Behind” e “How to Dismantle an Atomic Bomb”,gli U2 di questo inizio millennio non sembravano esattamente in forma;vuoi per una melensa tendenza al romantico nonsense (romantico nonsense che io però apprezzo molto in alcuni momenti) o per una parte tecnica decisamente inferiore per esempio al buon vecchio “Achtung Baby”,ero certo che gli U2 fossero finiti.
Cavolo se mi sbagliavo.In questo disco,frutto del viaggio in Marocco che ha compiuto la band(il disco stesso è stato inciso a Fez) e della ormai consolidata collaborazione con Brian Eno, riescono ad allontanare gli spettri pseudoelettronici di “Pop” e di “All That ecc.”,tornando ad un sound più grintoso e più rockeggiante,che ricorda appunto “Achtung Baby”.Il disco si apre con “No Line On The Horizon”:fin da subito si sente il “ritorno” della voce di Bono alla sua vera natura e il ritornello,estremamente toccante,ti resta in testa per molto tempo,con un effetto quasi ipnotico.La seconda traccia è “Magnificent”,che attacca con molta grinta e esplode in un coro in puro stile U2.Il disco prosegue con “Moment of Surrender”:forse la traccia meno apprezzata da me, è una ballata lenta che ricorda molto alcuni episodi di “All That You Can’t Leave Behind”.La traccia numero 4 è “Unknown Caller”,
a suo modo è estremamente dolce ed allo stesso tempo epica e anche più rock delle altre tracce.”I’ll Go Crazy if I Don’t Go Crazy Tonight” è una canzone adorabile ed energica,adattissima a mio parere da essere sentita sotto la doccia.Il primo singolo estratto dal disco,”Get On Your Boots”,ricorda drammaticamente “Vertigo” ed allo stesso modo non è riuscitissima.Un altro pezzo diverso dagli altri ma stavolta non esaltante è “Stand Up Comedy”,in cui è presente la Feat con will.i.am dei Black Eyed Peas.”Fez-Being Born” rasenta i confini della musica Ambient e sente tutte le influenze che incidere in Marocco può fornire:davvero un bel brano.La successiva “White As Snow” è una bellissima ballata che lascia il posto a “Breathe”,altro splendido brano.Il disco si conclude con “Cedars of Lebanon”,un pezzo quasi parlato più che cantato,in cui Bono e soci denunciano la guerra in medioriente.Bene,continuate così,U2!

Voto: 85/100

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