F-Zero (RETROrecensione by Ed92)

aprile 17, 2009 at 3:26 pm (SNES)

F-zero, retrorecensione di Ed92

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Dove è iniziato il genere dei giochi di corse futuristiche arcade? Proprio su SNES! E’ infatti F-Zero il progenitore dei vari Wipeout e simili: il gioco proponeva corse a bordo di mezzi antigravitazionali, alla velocità di circa 450 km/h! E questo con un chip grafico all’epoca fuori dal comune: parlo del celeberrimo MODE-7, in grado di ruotare e scalare immagini a incredibile velocità e in tempo reale! Ma andiamo più nel dettaglio…

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Il futuro è già…. passato?
Era il lontano 1990, l’epoca del lancio del Super Nintendo Entertainment System (Super Famicom in Giappone): a Nintendo serviva una dimostrazione delle capacità della sua nuova console rispetto alle rivali,e fu così che venne sfoderato l’asso nella manica della casa di Kyoto, che fu proprio il MODE-7. Questo chip grafico, con le sue peculiarità uniche, poteva dare un effetto pseudo tridimensionale, a velocità incredibilmente alte: F-Zero, il gioco di corse più veloce dell’epoca, uscito al lancio della console in terra nipponica, sfruttava proprio questo chip, ed era l’occasione ideale per mostrare i muscoli del successore del NES. Da quel momento in poi il gioco di corse in casa Nintendo fu quello sovrano su tutti, fino all’arrivo delle nuove console. Nessuno, infatti, aveva visto prima bolidi colorati sfrecciare su un circuito alla velocità di quasi 500 km/h, per non parlare delle accelerazioni turbo… L’effetto della riscoperta di F-Zero oggi? Quasi da commuoversi, e notare come chiunque abbia tratto ispirazione da quella perla. Certo, non è invecchiato benissimo, ma andiamo oltre…

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Non del tutto…
Come ho anticipato già, il MODE-7 permette un effetto PSEUDO 3D, ne consegue che la realizzazione è completamente bidimensionale, basata su sprites. Ciononostante, l’effetto finale rimane, tutto sommato, ancora gradevole. Il design delle vetture è molto anni ’80, e sembra quasi tratto da un fumetto vintage a tema futuristico, con colori accesi…. E che colori! La Blue Falcon, vettura consigliata ai principianti, è di colore blu oltremare, con un abitacolo verde, ed è tutto sommato la vettura con il design più avveniristico tra le quattro selezionabili. La Golden Fox, che punta sulla accelerazione migliore del gioco, sacrificando però manovrabilità e velocità massima, è di un giallo dorato. La Wild Goose, forse la vettura meno bella del gioco, ma dotata di una buona velocità massima e resistenza, è verde e gialla. Infine, la Fire Stingray (la mia preferita di tutta la saga di F-Zero), con la più alta velocità massima del gioco ma la più bassa accelerazione, raccomandata solo ai più esperti, è la più psichedelica: fuchsia con fiamme gialle. Oltre al design delle vetture, a mio parere di prim’ordine, occorre evidenziare la varietà delle ambientazioni: si va da Mute City, metropoli enorme con alti grattacieli sullo sfondo, a Big Blue, un pianeta coperto al 99,9% da oceani, che offre sicuramente una vista suggestiva. Certo, la risoluzione è bassissima, il dettaglio degli sprites ridicolo agli occhi del giocatore medio, ma in generale non ci troviamo davanti,nel complesso, ad un prodotto poco digeribile…

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Anzi!
Il capostipite della saga di f-zero potrebbe benissimo essere, se solo non fosse così difficile da reperire, un buon passatempo anche oggi… unico difetto: la mancanza del multiplayer. Certo, all’epoca non era una mancanza: il MODE-7 a quelle velocità non poteva gestire il processo due volte; ma comunque questa potrebbe essere l’unica critica che potrebbe essere rivolta a questo titolo, che ha solo l’unica colpa di essere uscito quasi 19 anni orsono… e considerata l’età, ha fatto la sua porca figura, dando vita ad una saga che anche oggi risplende nel firmamento dei migliori giochi di sempre.

Lato Tecnico
Passiamo ad un’ analisi più approfondita.
-Il MODE-7 rende l’esperienza credibile, ad alte velocità, anche se i circuiti sono un po’ spogli e semplicemente bicromatici, con due sfumature di grigio differenti, e il senso di profondità c’è, ed è dato anche grazie ad un effetto nebbia, seppur piuttosto primitivo. I dettagli, come per esempio eventuali ostacoli, sono spesso lampeggianti, ma nel loro funzionare piuttosto credibili (mine, magneti, rampe, turbo, etc…). Le ambientazioni sono suggestive e molto varie: si va dalla metropoli del futuro all’oceano, da un pianeta battuto dal vento ad un pianeta di sabbia, da un canyon ad una terra innevata, da un pianeta di sabbia ad un pianeta deserto viola… Non manca praticamente nulla!
bb1– Gli sprites delle vetture sono ben fatti, e i fogli offrono sufficienti varianti per dare un effetto tridimensionale anche alle vetture. I limiti tecnici si notano tuttavia nell’effetto profondità: quando ci avvicineremo ad una vettura avversaria, si nota vistosamente l’aumentare delle dimensioni quasi repentino ad ogni tot di distanza, comunque solamente per un limite di memoria delle cartucce nel memorizzare più sprites.
– Il comparto audio è ovviamente datato, ma gli effetti sonori sono comunque tutt’altro che sgradevoli. Per quanto riguarda i temi musicali si tratta di melodie memorabili, riutilizzate anche nei vari seguiti portatili e non.
– Ci sono 3 gran premi (Knight, Queen, King), con 5 tracciati ciascuno (per un totale di 15 tracciati, anche se solo 7 di essi sono disponibili nella modalità pratica), per 4 difficoltà differenti (Novice, Standard, Expert, Master): niente male per un titolo di lancio, tecnicamente all’avanguardia.
-Le vetture selezionabili sono solamente 4 (Blue Falcon, Golden Fox, Wild Goose e Fire Stingray) e le modalità di gioco 2 (Grand Prix e Practice, che coincide con il classico Time Attack): la varietà in effetti non è molta, e la mancanza di un multiplayer si fa sentire. Comunque si tratta di un gioco arcade concepito per il giocatore singolo, e la caratterizzazione delle 4 vetture le rende uniche.
– I controlli sono in parte innovativi: per sterzare è consigliabile usare i tasti dorsali del controller SNES, per curve un po’ più strette. Per curve strettissime è consigliabile il freno, anche se fa perdere velocità. Per recuperare è disponibile il Boost, che si ricarica ad ogni taglio del traguardo, e se usato può far raggiungere velocità di quasi 600 km/h! Usato poi prima di un turbo, può far raggiungere velocità da capogiro (900 km/h circa).

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RETROValutazione
Grafica: Un bidimensionale che viene opportunamente mascherato per un 3D, con un risultato più che godibile. 75
Sonoro: Comparto audio invecchiato, ma artisticamente apprezzabile. 70
Gameplay: Un gioco di corse ad alte velocità, con controlli standard ma piacevoli aggiunte al gamplay. 80
Longevità: Piuttosto bassa: finiti i gran premi, difficilmente ci si passerà ulteriore tempo sopra, forse giusto per limare qualche record. Comunque un’ esperienza coinvolgente. 70
Fattore Innovazione: Assolutamente elevato: uno dei primi giochi di corse futuristiche, se non il primo, e il MODE-7 ha fatto sicuramente scuola a molti. 95
Invecchiamento: Un titolo che non è invecchiato benissimo: all’epoca era il massimo, forse meno stupefacente di Starwing, ma comunque al top. Oggi invece potrebbe essere considerato solo un pezzo da museo dai più. Il peso degli anni si sente, e potrebbe non piacere a chi è abituato agli standard odierni. 68
RETROVotofinale: Un gioco che, come ho detto, non è invecchiato benissimo, ma che è comunque da giocare almeno per cultura, e chissà che magari non possa offrire divertimento, o interessare qualcuno alla saga di F-zero. Il titolo è disponibile per il download nel canale WiiShop del Nintendo Wii per l’equivalente di circa 8 euro… Se volete acquistarlo pensateci, io ve lo consiglierei, ma solo se le immagini non vi hanno disturbato. Se lo avete già per SNES, sappiate che rispolverarlo potrebbe essere una piacevole riscoperta… 76.

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