Fifa ’09 (by Dave)
Fifa ’09, recensione di Dave
Quando Pro Evolution Soccer si presenta in tutti i negozi, il nuovo titolo targato FIFA non può essere da meno, quindi si fa trovare puntuale all’appuntamento-scontro con il rivale di una vita.
No alla noia !
Se parliamo di novità sostanziali, mentre PES 09 sfoggia la modalità “Diventa un Mito”, il nuovo FIFA sbandiera l’Adidas Live Season, ovvero un’applicazione che aggiorna le formazioni e gli attributi di ogni giocatore in base alle proprie prestazioni sul campo.
Questa particolare modalità è disponibile, a pagamento, su tutte le piattaforme o quasi (360, PC e PS3).
Per il resto troviamo, al solito, la modalità “Torneo”, contenente 61 tipi di torneo, la modalità “Manager”, che ci mette nei panni dell’allenatore e la modalità “Sfida”, vitale per sbloccare contenuti extra.
Quasi inutile parlare delle licenze ufficiali perché, a parte la Champions League, ci sono tutte!
Perché il controllo è tutto :
Il nuovo videogioco EA non è perfetto, ed è bene chiarirlo da subito.
E non riesce ad esserlo per via di alcuni problemucci che lo investono allegramente.
Uno di questi è la fisica che regola i movimenti del pallone, ma mi viene in mente anche l’IA dei portieri, che li rende a tratti imbattibili e a tratti spaventapasseri dotati di mani gelatinose.
Il comparto che più regala soddisfazioni è quello legato al realismo, e lo dimostrano tocchi di classe come cross pennellati alla perfezione, che consentono una moltitudine di azioni aeree in aria di rigore.
Tornando all’IA possiamo affermare che il gioco è migliorato di molto sotto questo punto, presentando finalmente difensori reattivi il giusto.
Anche l’occhio vuole la sua parte :
Inizio col dire che, graficamente parlando, la versione per PC di questo gioco non convince più di tanto, specie se messa a confronto con quelle per console.
Su queste ultime, infatti, il risultato è davvero ottimo, molto curato e perfettamente godibile.
Il difetto maggiore riscontrato in campo grafico è quello riguardante le somiglianze dei giocatori rispetto alle controparti in carne ed ossa.
Inoltre, altra cosa sgradevole all’occhio, sembrano avere tutti la stessa altezza, quasi come se fossero fatti con lo stampino.
Un lavoro di revisione e limatura è stato fatto anche sulle varie animazioni, che ora risultano ben più fluide e “vive”.
Neanche la telecronaca, affidata al duo Caressa – Bergomi, convince più di tanto, palesemente riciclata dal precedente capitolo e da Euro 2008.
In Rete !
L’aspetto riguardante l’online è stato senz’altro uno tra quelli più curati dai tipi di EA, se non quello più curato.
L’esperienza infatti è fresca e divertente, visto che il gioco ci permette di intraprendere, oltre al solito uno contro uno, una sfida 10 vs 10, garantendo ore e ore di divertimento.
Pro
+ La Live Season di Adidas
+ Ottimo comparto online
Contro
- Fisica da rivedere
- Telecronaca non eccelsa e riciclata
Voto Finale: 85/100
Pro Evolution Soccer 2009 (by Dave)
Pro Evolution Soccer 2009, recensione Xbox360 di Dave.
Il giorno d’uscita di un qualsiasi PES è cerchiato di rosso sul calendario di ogni appassionato di calcio degno di tale nome.
Il miglior gioco calcistico in termini di divertimento è sempre tra noi, anno dopo anno, pronto alla sfida con il nuovo capitolo della serie FIFA.
Più le cose cambiano più restano le stesse
Lo ammetto, Seabass sa come sorprendermi, visto che quando lui e gli altri dello staff di PES andavano cianciando che avrebbero lavorato molto sugli aspetti del gioco da sistemare, rimanevo puntualmente deluso dal risultato.
E’ andata così con PES6, che per le piattaforme next gen era un’edizione monca, priva infatti di alcune modalità e con un comparto grafico vergognoso.
Nel frattempo, gli annunci riguardanti i miglioramenti per le successive edizioni fioccavano.
Pes 2008, in questo senso, ha segnato già un passo in avanti decisamente positivo, confermato da questo Pro Evolution Soccer 2009 che comunque, nonostante le nette limature che presenta, continua a sbandierare difetti ormai storici della serie.
Che vogliamo fare oggi?
Le opzioni del nuovo gioco targato Konami sono davvero parecchie, e capiterà raramente di non saper cosa affrontare.
La modalità “Diventa un Mito” è una felice aggiunta, molto divertente, che ci permette di prendere il controllo di un singolo giocatore all’interno di una squadra e di portarlo ad altissimi livelli, sino alla chiamata in nazionale.
Controlleremo il nostro alter ego dai 17 fino ai 35 anni, e dovremmo partecipare agli allenamenti e obbedire alle decisioni dell’allenatore.
Questa modalità, infatti, è piuttosto “statica”, visto che personalmente non abbiamo il controllo su nulla, se non sul nostro singolo personaggio.
Dal canto nostro, possiamo solo chiamarci la palla e cercare di giocare nel miglior modo possibile, in modo da accrescere la nostra fama e raggiungere il contratto dei nostri sogni.
Fantastica anche l’aggiunta della Champions League, tutta ufficiale e pregna dell’atmosfera tipica di quella reale, con le partite settate rigorosamente in notturna.
Per il resto è quasi il solito capitolo di PES, con amichevoli, lega, Master League e l’allenamento.
Da segnalare l’editor particolarmente potente, con cui personalizzare i giocatori in maniera davvero profonda.
Le licenze sono, allo stesso tempo, una gioia e una delusione, anche se a questo ormai ci abbiamo fatto allegramente l’abitudine (e per i malati delle licenze la serie EA rimane sempre svariati passi avanti).
Del campionato inglese, per esempio, sono ufficiali solo il Manchester United e il Liverpool, mentre la Serie A (logo a parte) è invece a posto, come pure l’Ederivisie e la Ligue 1 Orange.
La liga spagnola invece, purtroppo, soffre degli stessi problemucci del campionato inglese.
Questione di gameplay
La prima cosa che notiamo, pad alla mano, è la velocità di gioco, ora nettamente diminuita rispetto al passato.
Se infatti su quest’aspetto proviamo a confrontare PES6 e questo 2009, sembra quasi di avere a che fare con due giochi molto differenti, che in comune hanno solamente il genere.
Anche se ancora non siamo davanti ad un calcio totalmente simulativo, bisogna comunque constatare che grossi passi avanti sono stati fatti in questo senso. La fisica che regola il pallone è un altro motivo di gioia e tripudio, dominata com’è da parecchi effetti realistici.
Per il resto però la serie continua a portarsi dietro difetti ormai storici che, proprio per questo motivo, diventano ancora più fastidiosi.
Troppo spesso capita che i giocatori dimostrino una vita propria, infischiandosene del nostro controllo. C’è da dire che situazioni come queste non son frequentissime, ma quando capitano al novantesimo, mentre siamo lanciati verso la porta avversaria nel tentativo di segnare il gol della vittoria, risultano parecchio fastidiose.
In più, per gli amanti del calcio spettacolo, sono state aggiunte alcune gustose finte.
Che per alcuni la grafica continua ad essere la cosa più importante
La cosa più bella della grafica di PES è che migliora capitolo dopo capitolo.
Sotto questo aspetto però siamo ancora lontani dal nuovo FIFA, anche se il titolo Konami, dalla sua, presenta tantissimi giocatori identici alla propria controparte reale. Qualche gradito ritocco è stato apportato anche agli stadi e agli effetti luministici, mentre le varie animazioni non si discostano poi molo da quelle già viste nei precedenti capitoli.
Discorso a parte merita la fluidità, ora saldamente ancorata ai sessanta fotogrammi al secondo.
Sul fronte commentatori, Civoli e Sandreani lasciano il posto a Gianluigi Pardo e Josè Altafini, con il risultato di rendere la telecronaca concitata e varia.
Allora ci si incontra al campetto, dai…
La modalità più interessante offerta dall’online è quella collegata al “Diventa un Mito”, dove possiamo sfidare avversari umani con il nostro giocatore, dando vita a partitelle davvero molto divertenti.
Le modalità online però non sono poi molto varie, dato che troviamo solo la solita partita in singolo fino al 2 contro 2, mentre sarebbero stati sicuramente graditi tornei o altre soluzioni per migliorare il fattore longevità.
Pro
+ Un ritrovato ritmo di gioco
+ Aspetto grafico migliorato e gradevole
+ Ottima caratterizzazione dei giocatori
+ Josè Altafini alla telecronaca
+ La modalità “Diventa Un Mito”
Contro
- Online ancora ampiamente migliorabile
- Licenze altalenanti
- Meccaniche di gioco ormai trite
Voto Finale: 89
Call of Duty: World at War (by Dago)
CALL OF DUTY: WORLD AT WAR (Xbox 360), recensione di Dago
Era verso la fine del 2007,quando la storica serie di sparatutto sulla seconda guerra mondiale,Call of Duty,cambiò rotta e,con il titolo Modern Warfare, ci teletrasportò sui campi di battaglia moderni.
Con il suo quarto (per la verità terzo) capitolo Infinity Ward ricevette elogi su tutti i fronti,tantè che CoD 4 divenne gioco dell’anno.Adesso la palla passa a Treyarch ,che riceve bene il passaggio, ma rilancia con poca forza.
E SEMPRE NEL ’40 SIAM
Gli sviluppatori di Treyarch sono gli autori del 3o deludente capito di Call Of Duty (la pecora nera) e di alcuni spin-off ben riusciti su console datate graficamente (Ps2,Xbox e Wii); adesso tornano alla carica con Call Of Duty:World At War. Sempre ambientato nella seconda guerra mondiale, CoD 5 ci farà rivivere le battaglie dei marines americani nel Pacifico contro i “musi gialli” e il contrattacco sovietico fino alla definitiva caduta del Reich. Il primo livello sarà ambientato a Stalingrado nel ’42,quando è stata appena catturata dai tedeschi; impersonifcheremo un soldato russo scampato al massacro, questo (evitando spoiler) sarà l’unico livello veramente interessante della campgna russa: dopo averlo terminato le altre battaglie si svolgeranno in campi aperti, ove l’unico fattore positivo è una discreta libertà di movimento(le mappe sembrano abbastanza spoglie e i combattimenti sono dannatamente monotoni) e nelle strade di una Berlino devastata,ricreata bene architettonicamente. Qui i combattimenti sono più interessanti visto che sono molto CQC(close quarters combat):scontri a fuoco a pochi metri e assalti alla baionetta, anche la mappa è più dettagliata con detriti ovunque e arredamenti fatti a pezzi;peccato che il tutto si rivela un enorme ed interminabile tunnel,insomma il castello di Wolfenstein è meno lineare(da dimenticare poi il livello con i carri armati sul quale non spreco parole per pietà).
La campagna americana, invece,si sviluppa su territori fin ad oggi inesplorati dalla serie:le isole del Pacifico.Qui vestiremo i panni di un marines americano,tra agguati giapponesi,sbarchi,combattimenti nella giungla,nei bunker,nei sotterranei e in campo aperto dovremo strappare isola per isola all’impero di Sol Levante. A fare bella figura in questa campagna ci pensa il lanciafiamme,ben fatto e letale, sarà utilissimo per stanare i viet…….ehm… Giapponesi dagli
alberi,dai buchi e nella giungla. La varietà di situazioni e un minimo di originalità fanno di questa campagna l’apice del single player di CoD5. La missione più bella della campagna(e del gioco) è senza dubbio quella ambientata su un idrovolante da salvataggio, azzeccata e originale. Le uniche pecche che affliggono l’epopea dei marines sono una difficoltà mal calibrata e muri invisibili nella giungla per rendere più lineare il passaggio del giocatore. Niente da ridire sull’ IA, funzionale ai fini dello stile di gioco arcade. Vera delusione invece è stata la trama:le missioni vengono buttate a caso senza quasi alcun filo logico.
È presente una modalità cooperativa come vera novità per il single,e anche qui si poteva fare di meglio,certo da Treyarch non mi aspettavo molto.
COPIA E INCOLLA
Il multiplayer è stato ripreso ,senza troppi indugi, da quello di CoD 4: 65 livelli(10 in più del normale tanto per rompere le palle),armi e accessori sbloccabili, missioni per ottenere ulteriore exp e perks a non finire per creare il nostro “soldato perfetto”. Le uniche novità sono: l’introduzione dei carri armati in alcune mappe che ne comportano di più grandi e spaziose (e più dispersive) e anche di una nuova barra per i perks(oltre le 3 già presenti) dove poterne inserire uno per i veicoli (più veloce a muoversi,a mirare, a ricaricare…..).Le mappe più piccole risultano meglio fatte e più divertenti,anche se non alla altezza di quelle del 4. Le armi (che spaziano dai Garand,e i Thomson agli MG42 e i PPSH) sono riprodotte fedelmente,anche se qualche dubbio in compenso al realismo storico può sorgere facilmente. Nonostante tutto il multiplayer si dimostra solido e longevo:tante modalità,tante mappe e 10 prestigi(quando si arriva all’ultimo livello si può scegliere se ricominciare da capo per avere dei bonus);certo non è merito di Treyarch però comunque passa…..
Arriviamo al vero succo di questo gioco (o almeno il vero succo di quello che Treyarch ha fatto da sola): Nazi Zombie. Come si intuisce dal nome nazi zombie è una modalità dove dovremo resistere contro un assalto di zombie nazisti (ci mancava direte), da soli o insieme ad amici (offline o online).Ne parlerò più specificatamente nella recensione Zombesca, però qui affermo che,come idea, è veramente azzeccata.
CHI E’ L’IDIOTA CHE MI HA DATO UN’ARMA A TAPPI?
Parlando del comparto tecnico anche questo è quasi uguale…..indovinate a chi…….CoD 4, esatto. Nella grafica però sono stati migliorati decisamente i modelli dei personaggi e levate quelle texture orribili a bassissima definizione che ricoprivano alcuni ambienti di MW. Anche il sistema di illuminazione è stato reso più realistico con relativo miglioramento delle esplosioni anche per via della fisica funzionale(molti oggetti possono essere “modificati”) e dello smembramento dei corpi.Il comprato grafico/fisico è molto buono e vanta di alcuni vantaggi come leggerezza e un frame sempre alto che ne garantisce la fluidità anche in situazioni più complesse;un elogio alle armi che graficamente sono state riprodotte certosinamente. Passiamo al sonoro:le musiche sono davvero ottime e azzeccate; sottilineano momenti epici(o almeno che dovrebbero essere epici) a momenti di relativa calma; la nota dolente si ha quando sentiamo le nostre armi sparare, il suono che ne uscirà sarà terrificante: Garand che sembrano fucili a tappi, PPSH
caricati con una fagiolata al posto dei proiettili,granate che quando esplodono fanno il suono di un ciccione che rotola dalle scale, thomson che ricordano armi da soft air……e c’è di peggio (se sentite 2 PPSH sparare un dopo l’altro con la differenza di un nanosecondo vi sembrerà di essere difronte a un elettrocardiogramma dove non c’è più battito cardiaco). La faccia che farete quando proverete la mia stessa esperienza non sarà delle migliori.
CONCLUSIONI
Il manuale di come rovinare un saga ottima ,con dei capitoli solo discreti, in offerta da Treyarch!Questo Call of Duty si dimostra “solo” discreto e difronte al suo predecessore impallidisce miserabilmente. La campagna americana risulta carina,ma nulla di più,quella russa invece,decisamente poco azzeccata,non che fosse poco curata in se,ma troppo scontata,banale e ripetitiva. Il multiplayer al contrario risulta divertente anche molto alla lunga…peccato che quel poco che ci ha messo Treyarch non basta e in parte ne ha quasi rovinato alcuni apsetti(mappe enormi e spoglie…brrr). Il comparto grafico forse è l’unica parte di questo prodotto esente da gravi difetti,non parliamo ,però, del vergognoso sonoro delle armi.
Nonostante tutto CoD 5 si lascia giocare,e per ingannare l’attesa di MW2 può essere un utile passatempo. Consigliato agli amanti della seconda guerra mondiale che troveranno pane per i loro denti e tanto divertimento;ai fan di CoD 1,2 e 4:”uomo avvisato mezzo salvato”.
PRO
+Campagna americana carina
+Multiplayer solido
+Nazi Zombie
+Comparto grafico al passo
+Diverte nonostante tutto
CONTRO
-Campagna russa non azzeccata
-Suono delle armi inesprimibile
-Treyarch non ha fatto nulla
-Tunnel su tunnel
-Mappe grandi noiose
-Trama insesistente
VOTO FINALE: 74/100
Resident Evil 5 (by Dago)
RESIDENT EVIL 5 by Dago (Versione provata Xbox 360)
Sembrava ieri quando,per la PS 1 uscì il primo fantomatico Resident Evil,destinato a segnare per sempre la storia videoludica.La saga,nata come survival horror, con il capitolo 4(uno dei giochi più belli mai creati secondo me) passa al genere action:visuale in terza persona,impossibilità di muoversi quando si apre il fuoco,quik time event e ondate di nemici.Questo è quello che anche caratterizza questo nuovo capitolo della saga di Capcom.

OGGI NIENTE ZOMBIE
In questo gioco useremo Chris,protagonista del primo RE.Membri della BSAA(un’unità di crisi anti terrorismo biologico) dovremo indagare insieme a Sheva,la nostra collaboratrice anche lei facente parte della BSAA,sulla possibilità di un eventuale attacco biologico in Africa. Da quando è avvenuto il famoso incidente di Racoon City,dove un virus si sparse nell’omonima città trasformando tutti in zombie, è intrapresa una nuova era di terrorismo. Ben presto però, scopriremo che non è il famoso t-virus(che trasformava le persone in zombie) la causa dei nostri problemi ,ma le plagas(le stesse di RE4):creature viventi che entrano nel corpo umano e ne prendono il controllo.All’inizio la trama sembra semplice, quasi banale, poi una serie di intrecci con gli altri capitoli renderà il plot più complesso e degno della saga giapponese.
IO COPRO TE, TU COPRI ME.INTESI?
Come già detto in precendenza, ad accompagnare quell’ammasso di muscoli che cammina(Chris) ci sarà un bel
sederino africano di nome Sheva.Incredibilmente intelligente, la nostra partner ci potrà aiutare in azioni combinate, salvarci la pelle contro chi ci intrappola e rifornirci di munizioni(e noi le potremo dare a lei,così come le armi e i medicinali).Sheva dimostrerà avere un’ottima intelligenza artificiale,potremo darle semplici ordini, che verranno eseguiti alla lettera e certe volte,addirittura,sembrerà quasi umana. Per esempio: se noi abbiamo una mitraglietta e lei un fucile a pompa,quando troverà munizioni per la nostra arma verrà a consegnarcele.Questa e molte altre chicche descrivono Sheva alla perfezione.Per quanto riguarda il gameplay non sono state fatte troppe variazioni:saremo sempre impossibilitati a muoverci mentre spariamo e i nemici(sempre stupidi come in RE4) alterneranno,credibilmente,scatti ad un’andatura lenta e useranno armi non convenzionali (zappe, falci,balestre…); del resto come nel precendente capitolo sparando in determinati punti del corpo avremo effetti diversi,come rallentarli colpendo le gambe o far cadere l’arma colpendo il braccio;quando li feriremo seriamente potremo anche avvicinarci e tirargli un manrovescio con Chris o un calcio volante con Sheva. Le uniche eccezioni a questo genere di nemici sono i cani(anche loro mutati) e una sorta di pipistrellacci gialli e pieni di pus.A fare la distinzione però sono le boss fights,ben implementate(con tanti mini boss) e divertenti.Il gameplay rimane comunque invariato(non è che sia un male però qualche novità in più avrebbe fatto comodo)con l’aggiunta di qualche azione cooperativa(dal saltare un ostacolo all’essere divisi e coprirsi a vicenda).Alcune mancanze in confronto al capitolo 4 però,purtroppo,ci sono.La perfetta cura di ogni dettaglio in certi punti pecca,lasciando alcune lacune(si possono fondere insieme pochi oggetti per esempio) e facendo ricordare con tristezza Leon e la sua avventura spagnola.

BLACK HAWK DOWN
Tutto termina quando incominciamo a saggiare il paesaggio,decisamente migliore del capitolo precendente,e ricreato con molta cura. L’ambientazione spazia da cittadine a stazioni petrolifere a villaggi vodoo.Tutto ricreato nei minimi dettagli.Come anche nelle situazioni dove andremo ad incappare,grazie anche a dei livelli spaziosi che levano la sensazione di stare in un tunnel.A spezzare il normale corso del gameplay avremo sezioni su una jeep e in barca,decisamente azzeccate.Come da tradizione, poi, alla fine di ogni livello con i soldi ottenuti potremo comprare nuove armi o potenziare quelle che già abbiamo con noi, aquistare medicinali e protezioni,ed infine vendere oggetti come tesori (attenzione girate in lungo e in largo per i livelli,sono molto vasti e potreste lascarvi sfuggire qualche cosa). In questo caso l’unica pecca notata è l’impossbilità di aquistare munizioni(nel gioco sono molto scarse,staremo sempre a rimeneggire il nostro invetario).
Resident Evil 5 ci terrà incollati allo schermo per diverse ore:la trama è molto lunga e complessa, pure i livelli lo sono, potremo sbloccare nuovo equipaggiamento, nuove modalità e molto altro….per di più c’è il multiplayer.
QUANDO SIAMO STUFI DEL SINGLE….
….c’è il multi,o in coop offline o online.Anche questa modalità è molto ben curata,online in più,potremo anche fare
diversi tipi di partita anche “competitiva”(lasciando fuori il DLC versus).Peccato solo per alcuni problemi con i salvataggi nell’ offline,che tenderanno presto a innervosire e dare molti grattacapi facendo perdere l’equipaggiamento solo per giocare con un amico.Insomma di carne al fuoco ce ne è veramente parecchia e la longevità raggiunge buoni traguardi.
IL SOLE DELL’AFRICA
A stupire e coronare il tutto è un comparto tecnico strepitoso con texture di altissima definizione e animazioni a dir poco stupende.Gli ambienti sono ricreati perfettamente così anche come gli effetti speciali e l’illuminazione (il tramonto fa gridare di gioia). Anche l’audio di per sè è ottimo,un doppiaggio inglese davvero ben fatto si sposa con delle belle musiche e dei suond per gli ambienti e le armi stupendi. Il tutto con sporiadici cali di frame rate, solo nelle situazioni più conicitate dove corpi su corpi si muovono e si accalcano e boss fanno volare la gente indistintamente per aria.
CONCLUSIONI
Positive senza dubbio,questo nuovo capitolo di Resident Evil convince appieno su quasi tutti gli aspetti,tranne il poco presente fattore novità.Un aquisto obbligato ai fan della saga che hanno amato il terzo e consigliatissimo agli amanti degli action in terza persona,i quali troveranno pane per i loro denti. A richiamare ancora di più un aquisto ci pensa la modalità cooperativa multiplayer,in modo da poter rigiocare tutto in compagnia.Per i fan dei primi capitoli,visto che ormai Capcom ha defitinivamente intrapreso un’altra strada abbandonando completamnte il survival horror,a questo punto tocca rassegnarsi e adattarsi all’ottimo gameplay, oppure cambiare saga.

PRO
+Ottima intelligenza artificiale del partner
+Divertente in cooperativa
+Trama interessante e ricca di spunti
+Ambientazione ricreata ottimamente
+Comparto tecnico sopra le stelle
+Gameplay invariato…..
CONTRO
-……ma a chi non è piacuito il 4……
-Pochissime novità
-I.A. nemica pessima
-In certi punti non ben rifinito
-Problemi con i salvataggi
VOTO FINALE: 85/100
Tom Clancy’s H.A.W.X. (by Dago)
TOM CLANCY’S H.A.W.X.(versione Xbox360) by Dago
NEL BLU DIPINTO DI BLU……
…..Felice di stare lassù con il signor Tom Clancy e la sua squadra di aquilotti gli H.A.W.X.
Per chi non sapesse di cosa sto parlando,il nostro amico Tom è uno scrittore di romanzi fantapolitici di ampie vedute.Non è una novità che uno dei suoi maggiori business,oltre ai romanazi appunto,sia quello dei videogiochi.Con questa ultima creazione, H.A.W.X. ,fà staccare i piedi da terra alla saga,e anche con grande stile, direi.Facendosi beffe della saga di Ace Combat (la quale nessuno ha mai osato sfidare),Clancy ci porta al comando di un caccia del capitano Creanshow . Dalle fila dell’esercito statunitense ci arruoleremo in una società privata,dai metodi non molto consoni ma comunque piena di galloni;però quando il nostro paese entrerà in guerra gli schieramenti cambieranno radicalmente.

IL COLLEZIONISTA DI AEREOPLANINI
In effetti con tutti quelli che ci sono in H.AW.X. non sfigureremmo affatto davanti ad un accanito collezionista.Si và dai più vecchiotti,come i tomcat, fino ai nuovissimi F-22 raptor.Ogni aereo avrà una sorta di statistiche che lo contraddistingueranno dagli altri.In più sono divisi in varie categorie: caccia,supporto ravvicinato,caccia bombardiere,bombardiere e aereo stealth.Per ogni aereo potremo sbloccare dei “pacchetti armi” differenti, adatti a varie occasioni e sempre più efficaci.
La vera novità di questo gioco però è il sistema dell’ ERS o semplicemente “assistenza”.Quando è attivato non potremo andare in stallo,visto che dei sensori ce lo proebiranno(un aereo và in stallo quando perde troppa potenza e la pressione atmosferica è troppo forte) e potremo attivare dei “percorsi” che ci aiuteranno a metterci in coda ad un nemico per aggangiarlo e sparargli con missili o con la mitraglietta,oppure per schivare un missile o ancora per metterci in traiettoria per un bombardamento.Insomma un consigliere virtuale.L’incredibile, però, lo ha il fatto che possiamo anche disattivarlo.Non avremo più le tre visuali disponibili(dietro i motori ,abitacolo e puntatore) ma solo una scomoda e distanziata, e in più in questo caso(sopratutto con i comandi a livello esperto) potremo facilemente andare in stallo.Dei vantaggi però ci stanno : potremo spingere l’aereo al limete facendo cinematografiche scivolate d’aria,schivando missili per un soffio e attivando i flare(o contromisure) all’ultimo momento;come avrete capito tutto ciò è ideale per i duelli aerei.Il vero peccato però è che questo modello di guida,al contrario di come avevano preannunciato gli sviluppatori, è dannatamente arcade dove l’abilità di pilota và a farsi friggere con tanto di insalta……Ad accompagnarci in questa avventura a 3000 metri avremo 2 gregari;che neanche dopo la prima missione,incomicieremo a domandarsi dove hanno preso la “patente” visto che in 2 non riescono a fare neanche la metà del lavoro che facciamo noi col nostro caccia.Al contrario l’intelligenza artificiale dei nemici stupisce,a volte, attacandoci con tattiche tipo “io me lo metto in coda e tu lo condisci di missili”.Un’ altro punto a sfavore di questo gioco targato Ubistoft è la difficoltà delle missioni sconclusionata,dovremo afforntarne una risolvibile in 5 minuti e un’altra subito dopo dove dovremo perderci la testa.
Fino adesso le premesse sono state mantenute in modo abbastanza discreto,senza nulla di particolare tranne per le missioni.Si perchè noi,da bravi videogiocatori ci aspettamevamo missioni tutte uguali condite da un ottimo sistema di guida,invece è il contrario:il team di sviluppo con semplici e geniali idee,ha reso la campagna straordinariamente divertente e giocabile (con tutti i suoi numerosi difetti) grazie a delle ottime missioni, che per certi versi sono simili tra loro,ma con un diverso “sapore”.Senza stare a fare spoiler esagerato sulla(prevedibile) trama, le diverse occasioni di combattimento sono uniche e geniali(infiltrazioni in base super armate,scorte ad aerei famosi,difese di città famose,supporto ad un intero esercito e molto altro).

SCUSATE, MA IL COPILOTA?
Oltre questa ovvia domanda(il copilota non sappiamo neanche se esiste e teoricamente in questi aerei c’è per forza;però vabbè dai non facciamo i pignoli)il multiplayer è ben presente in questo titolo(il quale è sempre stato il pezzo forte di Ace Combat).Ad affiancare questa corta campagna singolo giocatore si schierano un multiplayer cooperativo ben curato e una modalità di deathmacth online carina ma da migliorare.Partiremo con solo pochi missili e la maggior parte delle kill le faremo con la nostra cara mitraglietta.Il problema però è che già dopo poche partite,la noia(causa le partite scialbe e poco ispirate) prende il sopravvento e anche gli scontri più numerosi non salvano la situazione.A dare un minimo di manforte e voglia di giocare ci pensa il sistema a gradi,;cumulabile dalla campagna, grazie al quale potremo sbloccare aerei e pacchetti armi nuovi.
UN BELL’AEREO E UN BEL PANORAMA
è quello che ci offre il motore grafico di hawx, con aerei dettagliatissimi e un paesaggio composto da foto satellitari in 3d delle zone da comabattimento, il risultato pare ottimo con paesaggi mozzafiato;il problema stà che quando ci avviciniamo le texture si sgranano irrimediablilmente.Peccato solo per alcune unità di terra rese apposta praticamente invisibili a causa di un dettaglio più che pessimo,ma dopo aver visto le esplosioni e le scivolate d’aria si può chiudere un occhio.

CONCLUSIONI
Direi che dopo una settimana continua di partite posso ritenermi comunque soddisfatto,la campagna anche se poco intensa e breve diverte parecchio grazie alla diversità delle missioni.Il sistema di guida,con tutti i suoi problemi,sà dare comunque delle buone soddisfazioni.Il multi,con tutte le lacune del caso diverte, anche se non alla lunga;un motore grafico ottimo per i modelli ma “mascherato” in molti altri casi (i paesaggi sembreranno stupefacenti ma se li vai a vedere da vicino….) comunque condisce il tutto alla grande,facendoti divertire come un bambino che gioca con i suoi aereoplanini.Infatti questo è “solo” un gioco arcade,niente simulatore.
PRO
+Buone le missioni
+Diverte
+Carino il sistema di giuda ERS
+Grafica a tratti ottima
+Tanti aerei
CONTRO
-Multiplayer scialbo che alla lunga annoia
-Troppo arcade
-Se non giocato in cooperativa può innervosire(causa idioti alla guida)
-Trama inconsistente
-Campagna troppo breve
VOTO FINALE: 78/100
Fallout 3 (by Dago)
RECENSIONE FALLOUT 3 by DAGO. Versione provata Xbox 360
WAR….WAR NEVER CHANGES
Questa,come da tradizione,è la frase che ci introdurrà a questo nuovo gioco di Bethesda.Per chi fosse vissuto sulla luna negli ultimi 15 anni la saga di fallout è una delle migliori per quanto riguarda i GDR.L’ambientazione?Un mondo post-apocalittico-nucleare del quale poco si sà,tranne che USA e CINA si sono simpaticamente nuclearizzate a vicenda.Come tutti i mondi messi male anche quello di Fallout 3 è pieno di mutanti,mostri,predoni,schiavisti,città in malora,povertà,scarso interessa per la vita per le leggi e per l’uomo.Una buona parte della popolazione però si è rifugiata in questi bunker sotterranei(i vault) prima dell’olocausto,e in alcuni casi, ne è rimasta indenne.Qui è dove cominceremo la nostra grande avventura.

SIN DAI PRIMI PASSI….
Cominceremo con una creazione maxillofacciale del nostro pg;conclusa questa opera verremmo catapultati in un tutorial che ci giuderà da quando siamo noenati fino al giorno del nostro 18imo compleanno.Il gioco vero e propio però,incomincia quando saremo costrtti a uscire dal nostro vault per non rientrarci mai più.Perchè tutto ciò?Nostro padre è misteriosamente fuggito e ,essendo il nostro unico genitore rimasto, il dovere da bravo figlio ci costringerà a seguirlo.Sin da qui si notano le somiglianze con oblivion: stesso motore grafico,visuale in prima persona e trama affascinante con un lungo tutorial a “tunnel”.

QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA…
La visuale di questo GDR è in soggettiva,ci muoveremo,parleremo con altri personaggi,combatteremo tutto in prima persona.I comandi sono semplici e funzionali.Esiste anche una terza persona ma decisamente mal calibrata e pressocchè inutile.Noteremo subito questa tecnologia americana(siamo a Washington DC) anni 50-futuristica,decisamente molto interessante,insomma sembra la tecnologia del futuro vista dagli anni 50….in un modo un pò…particolare.Tutto il gioco,appunto, insieme ai drammatici eventi avrà una sorta di ironia di fondo quasi sadica,però,decisamente ben riuscita.Usciti dal vault saremo liberi di andare dove ci pare:visitare megaton,esplorare,razziare…si perchè la trama principale possiamo anche accantonarla(tanto papà miaca muore di vecchiaia) e dedicarci alla raccolta di oggetti per creare nuove armi,al commercio(i soldi sono tappi di nuke cola) o alle sicuramente più interessanti missioni secondarie.In tutto questo però non mancherà il combattimento..la base di questo gioco.
Il Pip-Boy, utilissimo a tenere sotto controllo la propria situazione.
ASPETTA…..FERMO COSì NON TI MUOVERE EH,CHE TI FACCIO UNA BELLA FOTO…
Sin dall’inizio vedremo l’incredibile varietà delle armi ma la scarisità(e il costo) dei proiettili.Esiste un modo per risparmiarne parecchi,decisamente interessante e letale:lo S.P.A.V.Avremo a disposizione un tot di punti azione spendibili semplicemente fermando l’azione con un tasto e scegliendo in che punto colpire il nemico con tanto di percentuale di riuscita.Spesi i nostri punti (che si ricaricano automaticamente dopo un certo tempo)potremo vedere il risultato della nostra scelta in una azione automatica dello scontro dove anche il nemico farà le sue mosse.Finiti i punti azione,in attesa che si ricarichino,potremo sparare normalmente alla fps ma con uno spreco di munizioni maggiore.Dove tenere munizioni armature,armi,soldi,pozioni,medicinali?Semplice nel nostro inventario che verrà visualizzato dal PIP BOY,un computer di polso dove,oltre all’inventario,sono registrati: salute(arti rotti danneggiati ecc),livello radiazioni(accumulabili mangiando cibi radioattivi o stando in determinati posti),mappa satellitare e riepilogo del nostro livello.Si perchè,ci sono i livelli e sono massimo 20.All’inizio del gioco avremo scelto delle peculiarità che ci indirizzeranno meglio(non esistono classi) verso certi aspetti;ad ogni livello acquisito potremo aumentare le nostre varie abilità con le armi,in medicina o in commercio e in più scegliere un nuovo attributo che ci distingua meglio in una lunghissima lista(addirittura potremo mangiare cadaveri o essere dei donnaioli).Avremo anche un ulteriore nome dovuto al comportamento che abbiamo con la gente(prederemo Karma positivo per buone azioni e nagativo per cattive azioni),questo classificazione del buono o del cattivo potrà permetterci di affrontare missioni diverse,prendere abilità diverse e farci seguire da diversi personaggi.

IN MISSIONE PER L’AMERICA….O PER I SOLDI
La trama principale(di cui non anticiperò nulla) si rivela abbastanza lineare.Ci sono parecchie strade da percorrere ma il risultato sarà sempre quello,stessa cosa vale per il finale.La trama però è interessante e alcune missioni decisamente geniali.Ma a dimostrare la vera natura GDR del titolo ci pensano le missioni secondarie,varie,lunghe,con una storia appasionante (la maggior parte delle volte) dietro,con personaggi unici e ben caratterizzati(un robot che crede di essere Washington) e risolvibili in diversi modi,dettati non solo dal bene e il male,ma anche da un punto di vista più sociale e politico,e spesso morale. Insomma il fattore rigiocabilità “per vedere cosa accade se faccio questo” è alto,e le conseguenze posso essere enormi(città in frantumi,popolazioni sterminate).Anche il fattore esplorazione è molto importante,potremo liquidare le quest ed esplorare i vault(o quello che ne rimane),sotterranei,città abbandonate o quello che rimane di washington(dove oltre alle rovine troveremo nemici di tutti i generi).Finalmente avremo un peso reale nel mondo che ci circonda(bug permettendo).Inoltre le locazioni sono ricostruite tutte in modo certosino e con un grande effetto,peccato che la vastità del gioco comporta parecchi bug(molti dei quali però risolti da aggiornamenti).
COME SI VEDEVA IL MONDO NEGLI ANNI 50?
Premettendo che l’anno del gioco è il 2100,la veste grafica del gioco consiste nel motore di oblivion perfezionato;tutto sommato accettabile anche se qualche lacunetta non manca come:animazioni un pò legnose e alcune texture dei paesaggi a bassa risoluzione,al contrario i volti sono secondi solo a quelli di crysis.Le musiche e gli effetti invece sono ottimi come del resto anche la fisica,una nota particolare alla colonna sonora particolarmente evocativa.L’intelligenza artificiale ha molti alti e bassi,certe volte il nemico mette in atto stregie efficiaci mentre in altre si getta al suicidio.
Lo S.P.A.V, in tutto il suo verdeggiante splendore…
CONCLUSIONI
Fallout 3 è un gdr apprezzabile,con qualche difetto e ancora con un raggiungimento di libertà e di ruolistica ancora incompleto.Divertente con parecchie armi e un’abientazione da urlo e un sistema di comabattimento più ragionato.Un comparto tecnico discreto condisce il tutto.Non si fanno mancare le lacune però:numerosi bug,gente indifferente a ciò che succede,qualche errore di traduzion, una quest principale lineare,nemici ancora troppo livellati, e solo 20 livelli.In complesso però il gioco è ottimo e sfiora il massimo per veramente poco.Consigliato a tutti i tipi di giocatori anche se chi ama i giochi Biowere potrebbe storcere un pò il naso.
PRO
+Ottimo sistema di combattimento
+Ottima ambientazione
+Quest e personaggi ben caratterizzati
+Buon comparto tecnico
CONTRO
-Parecchi bug
-Quest principale abbastanza lineare
-ancora troppo livellamento
VOTO FINALE 88/100
Street Fighter IV
Street Fighter IV recensione di Ed92. Versione testata: XBOX360
La storia della saga di Street Fighter è stata un tantino travagliata: il primo titolo fu un disastro, poiché si trattava di un picchiaduro in single player caratterizzato da un sistema di controllo da incubo. Il secondo capitolo (1991) fu invece ben accolto: introduceva il picchiaduro a incontri come lo conosciamo oggi, e con le sue numerose rivisitazioni ha migliorato sempre il bilanciamento dei personaggi, anche con l’aggiunta di altri. Il tanto atteso terzo capitolo (1997) ha tentato di rivoluzionare il roster dei personaggi disponibili, cambiandolo radicalmente, ma ebbe difficoltà a raggiungere l’europa per quanto riguardava il mondo console (la versione PS2 PAL non fu mai prodotta). Dopo dodici anni di spin off della saga su varie console, ecco Capcom riprendere le redini della saga principale con il quarto capitolo, per restituire gloria al suo storico marchio. Compito riuscito?
Ritorno alle origini
A dire il vero Street Fighter IV non porta grandi novità. Dal punto di vista del roster si può collocare tra Street Fighter II e III: presenta tutti i personaggi principali di Street Fighter II con quattro volti nuovi disponibili fin dall’inizio (Crimson Viper, Abel, El Fuerte e Rufus, ciascuno con uno stile di combattimento unico), due sbloccabili (e non facilmente peraltro) e altri personaggi tratti da altri spin-off dell saga, per un totale di venticinque personaggi dei quali 16 disponibili già dal principio. Il gameplay è molto simile a Street Fighter II, con l’aggiunta di due barre speciali: la barra EX, utile per eseguire versioni potenziate delle mosse speciali e per, quando carica, di eseguire una SUPER COMBO, e la barra REVENGE, che come suggerice il nome si carica ad ogni colpo subito per permettere di eseguire una ULTRA COMBO, utile a stravolgere le sorti di un incontro. Due novità introdotte nel gameplay da questo capitolo riguardano l’esecuzione delle proiezioni (ora legate alla pressione di A e X(versione 360)/X e Quadrato(Versione PS3)) e il FOCUS ATTACK (B+Y/Triangolo+Cerchio), ottimo per interrompere le combo dell’avversario e iniziarne di proprie.

Lights, Cel-Shading, Action!
Dal punto di vista tecnico SFIV è splendido da vedere: il Cel-Shading è ben fatto, e gli effetti grafici sono semplicemente eccezionali (l’hadoken di Ryu sembra quasi uscire dallo schermo). Un ulteriore effetto positivo è dato dalla resa grafica del FOCUS ATTACK: il colpo è accompagnato da una scia di “inchiostro” che dà alla grafica un approccio ancora più “fumettoso”. Gli effetti sonori sono buoni, ed è sempre una gioia sentirsi gridare, ad esempio, “SHORYUKEN”. Unica nota dolente: la musica. La scelta di incentrare la colonna sonora su un brano pop (Exile – The Next Door) non mi sembra effettivamente il massimo. Le musiche dei combattimenti sono inoltre un po’ anonime, e sarebbe stato molto meglio riprendere i vecchi brani di Street Fighter II e remixarli (questi infatti compaiono solo nella modalità arcade, nel match prima del boss finale).

Street Fighter II ultimate version?
A dire il vero, nonostante l’effetto finale del nuovo picchiaduro Capcom, molti si aspettavano di meglio: sembra infatti che molti si lamentino del fatto che SFIV sia troppo simile a Street Fighter II. E’ vero, come ho già detto non è cambiato molto, e forse si può dire che sia il titolo meno hardcore della saga (l’esecuzione delle mosse è semplificata dalla levetta analogica, seppur di poco, rendendo il titolo di fatto più accessibile), ma si sentiva davvero la mancanza di un nuovo Street Fighter, specialmente se aggiornato ma non stravolto, specialmente se con una modalità online. Proprio così: è possibile scontrarsi con avversari provenienti da tutto il mondo tramite XBOX LIVE o Playstation Network. Per i più fanatici, sempre tramite la rete è possibile acquistare i costumi alternativi dei personaggi, che vanno ad aggiungersi ad una vasta gamma di colori disponibili per i personaggi. Partendo dal presupposto che “squadra vincente non si cambia”, mi domando cosa si potesse chiedere di più ad una saga come Street Fighter: la longevità è stata ampliata a dismisura, sia per l’online, sia per le varie prove in giocatore singolo, inoltre riuscire a sbloccare il roster completo non è esattamente un compito da niente. Insomma, non si può dire esattamente che SFIV sia una versione riveduta e corretta del secondo capitolo: certo, le somiglianze sono tante, ma l’aggiunta di tutte queste opzioni ti lascerà incollato allo schermo per molto tempo, specialmente se sei provvisto di online.

Valutazione Pro (+) e Contro (-)
+Attesissimo seguito della saga
+Grande quantità di opzioni e modalità
+Ottima grafica +Gameplay migliorato
-Colonna sonora non entusiasmante
-Non per tutti (difficoltà elevata)
Grafica: Buon uso del Cel-Shading ed effetti grafici stupefacenti. 9o/100
Sonoro: Effetti sonori azzeccatissimi. Peccato per la colonna sonora. 77/100
Gameplay: Ulteriore miglioramento nel sistema di gioco della saga. Obbiettivo raggiunto. 95/100
Longevità: Quasi infinito, forte di una modalità online e di numerosissime modalità da single player. 95/100
Fattore Innovazione: Non si tratta di una grande innovazione, ma qualcosa si è fatto…bene. 75/100
Globale (non una media): In fin dei conti un gioco ben riuscito, forse tra i migliori picchiaduro in circolazione. 90/100.