The Sims 3 (by Marin)
The Sims 3 recensione PC di Marin
Welcome to Paradise!
Dopo la solita schermata di caricamento con le solite scritte improbabili a cui ci ha abituato il caro Will Wright, vediamo un lungo filmato in cui si possono già notare le potenzialità, anche quelle inespresse, di questo gioco. All’inizio devo dire che ero molto molto sicuro che si trattasse di un gioco bello e coinvolgente; dopo l’esperienza del 2 + espansioni ero quasi certo che si sarebbe trattato di un Giocone con la G maiuscola. Purtroppo, non posso dire che sia andata esattamente così. Comunque, dopo il filmato, ci viene chiesto di selezionare un quartiere (in una vasta rosa composta da UN SOLO quartiere, e senza la possibilità di crearne altri!) e lì creare un sim. All’inizio questa scelta può spiazzare chi come me era abituato alla vecchia struttura, però tocca anche dire che una volta cominciato a creare il sim si scorda l’iniziale delusione. La creazione infatti è ora molto più complessa ed allo stesso tempo più semplificata: ovvero, sebbene sia più semplice, è possibile creare un sim grasso o uno smilzo; una montagna di muscoli o uno che non ha mai sollevato un braccio in vita sua e così via. Inoltre, per la mia gioia e il mio tripudio, sono stati introdotti i perks! Occhei, non si chiamano così ma bensì “Tratti” e non c’è “Carneficina” , però sono esattamente come i perks dei giochi di ruolo. Essere fortunato o sfortunato, apprezzare i bagni o meno, sapere entusiasmare gli altri sims e così via. Inoltre, ora ci saranno molti più desideri vitalizi selezionabili, in base alla personalità. Addio alla possibilità di creare un introverso e fargli intraprendere la “carriera” dello sciupafemmine dunque. Detto questo, tutti i miei personaggi nonostante li faccia magri o muscolosi o grassi hanno tutti una faccia da idiota, e non capisco perchè. Cosa sbaglio?
Si tratta solo di lato A e di lato B…
Questo almeno nei giochi precedenti. Infatti,la prima cosa di cui mi sono reso conto e quella che secondo me è più importante è che finalmente si possono mettere i mobili in senso obliquo! Sembra stupido,ma era una grossa limitazione dei primi due giochi il non potere arredare come si vuole la propria casa,limitandosi agli assi X e Y. A parte questo,la modalità costruzione è stata solo modificata nell’interfaccia, creando dei menù visivi molto, ma veramente molto intuitivi divisi per tipologia di stanza. Molto bello da vedere, poco pratico per i vecchi fans. Non ci sono grosse novità a parte questo, comunque. Dopo i dovuti aggiustamenti alla casetta del Sim, comincia la “vita”. Allarghiamo con lo zoom la visuale e…
Ehi!Ma posso andare dappertutto!
Infatti,non ci saranno più i muri invisibili e i lunghi caricamenti dei Sims precedenti da lotto a lotto. Ora sarà molto veloce per esempio per un sim raggiungere lavoro senza prendere la famigerata macchina comunitaria; potrà farsi trovare sul posto prima e lavorare in anticipo, oppure arrivare con un’ora di ritardo. Inoltre, parlando di lavoro,si potrà modificare l’approccio del sim allo stesso: lavorare
sodo o concedersi del relax?Conoscere meglio i colleghi o migliorare le proprie capacità?A voi la scelta. Comunque, uscendo si accorge anche di come la vita cittadina sia stata migliorata: ora uscire di casa non sarà più una scelta sofferta come nei primi episodi ma un modo come un altro di passare il tempo e conoscere gente, senza subire insopportabili caricamenti o altro. Inoltre,stando per esempio nel parco o sulla spiaggia,si potrà anche accedere a delle sfide,come suonare la chitarra davanti a dieci persone e così via; tutte cose estremamente piacevoli. Unica nota negativa è che non si potrà entrare nei luoghi di lavoro e nei negozi,ma appariranno solo delle interfacce che permetteranno gli acquisti e l’atteggiamento in ufficio. Anche il rapporto con gli altri sims è stato modificato: ora sarà molto più vario e anche semplice diventare amico od amante di un sim. Inoltre, ora il processo di amicizia non passa ineluttabilmente per la storia amorosa: infatti, il flirt non sarà più “amico” ma solo “amore” e l’amicizia, grande o meno che sia, sarà solo amicizia, ecco. Siamo tornati sulla terra, finalmente.
Guarda…Il vento!
Già, finalmente approda in questi lidi il vento. La grafica moderna permette uno scuotersi delle fronde realistica e piacevole alla vista.Anche l’acqua è realizzata molto bene e piacevolmente. Altrettanto non si può dire per i sims: tendenzialmente, come dire, sono brutti. So che sono più realistici e tutto, ma sono oggettivamente brutti, con la faccia paffuta e gli occhi storti. Le case sembrano molto più belle e soprattutto il parquet è stato realizzato con cura certosina: sembrerà di vederlo sfavillare sotto i propri occhi. Però la grafica, nel suo insieme, sembra appartenere ad un gioco di un anno fa ormai; le animazioni non sono esattamente lo stato dell’arte e alcuni oggetti, come i pasti, sono davvero primitivi. A quando la vera rivoluzione grafica?
All that glitters…
Non tutto è oro ciò che luccica, dunque. Infatti, questo nuovo capitolo è alquanto deludente. Infatti, si sono persi molti aspetti dei precedenti in favore di nuovi. A quando mille espansioni per recuperare? Il feeling è cambiato, è molto più gamer friendly e molto meno immersivo: va bene che stiamo parlando del casual game per eccellenza, ma c’è un limite a tutto! Il sonoro è carino, ma alla lunga risulta noioso e le voci dei sims sono diventate molto più insopportabili rispetto a prima. Ora come ora, questo gioco è solo carino, ma niente di trascendente. Mi aspettavo molto di più.
Pro:
+E’ The Sims.
+Ora tutto il quartiere (o quasi) è esplorabile!
+Le carriere, la creazione di Sims… molte cose sono state allargate.
+La leggerezza grafica.
Contro:
-….è The Sims?
- La grafica alle volte pare stantia.
-Le voci dei sims. Insopportabili.
-Tutto molto più user friendly: ha perso molti tratti caratteristici così.
Voto: 72/100
Super Mario Galaxy (Ed92)
Super Mario Galaxy, recensione di Ed92

Adesso che l’hype relativo a questo titolo si è placato, è possibile recensirlo… sono passati quasi due anni dall’uscita di questo titolo, molti possessori di Wii lo avranno completato in tutte le salse (qui niente spoiler, tranquilli…), e si sono trovati davanti ad una esperienza, al 99% dei casi più che piacevoli. Alcuni considerano Super Mario Galaxy addirittura superiore alla vetusta leggenda “Super Mario 64″, che anticipa questa nuova incarnazione della saga “Mario 3d” di ben dieci anni, rimanendo nei cuori dei gamers. Altri lo vedono come il vero successore del titolo sopracitato, non paghi di “Super Mario Sunshine” (buon titolo alla fine, ma a mio parere insoddisfacente, ndr). Vediamo se lo spazio è cambiato da due anni a questa parte… Di certo Mario è rimasto lo stesso (anche in questo caso la trama è un pretesto per esplorare un’infinità di mondi, restando di fatto la stessa…)
Niente Cacca Nello Spazio…
L’ultima avventura in tre dimensioni di Mario ha luogo stavolta nello spazio siderale…Il nostro improbabile eroe si ritroverà a camminare su pianeti di varie forme, incredibili, impossibili. Se siete amanti dell’iperrealismo morboso e di avventure che durano nemmeno un pomeriggio mi tirerete ciabattone contro. Nonostante però il dominio assoluto della fantasia, si nota una grandissima cura nella realizzazione della forza di gravità nei pianeti più piccoli (salvo uno, che tramite un salto lungo può permettere a Mario di orbitare intorno al geoide: probabile glitch?). Lo spazio di Mario è molto particolare, vasto, con tante galassie da esplorare, trovate di design geniali quanto improbabili, tutto condito da una delle migliori grafiche su Wii (non al livello delle produzioni next-gen, ma incredibilmente piacevole!) e da una colonna sonora orchestrale che ci accompagnerà per tutto il nostro viaggio, quasi epica, con brani composti per l’occasione, sempre calzanti, e qualche motivetto già conosciuto per alcuni livelli. Per lo stile ci troviamo di fronte ad un lavoro estremamente vario: i livelli spaziano da galassie acquatiche a erbose, da ambienti più tecnologici a vulcanici e glaciali… Sicuramente una delle esperienze platform 3d più varie e coinvolgenti, con abbondante fattore sorpresa.
Quanti anni luce da percorrere?
Tanti, tanti e tanti. Ci sono 120 stelle da trovare nell’universo (o più?), ciascuna legata a una piccola missione da portare a termine, in ben 40 diverse galassie (anche se circa 2 galassie sono praticamente cloni di altre…touchè!), con in media 3 stelle a galassia. Tra le stelle rientrano alcune sfide, contraddistinte da delle comete colorate, che permettono di rigiocare livelli con dei modificatori (salute bassa, un tempo limite, raccolta di monete viola e altre…). Per poter combattere Bowser nella battaglia finale è sufficiente raccogliere 60 stelle, che è già una bella sfida, mentre per poter riuscire a finire il gioco al 100% bisogna prendere tutte le 120 stelle disponibili (per il 100% effettivo bisogna prendere in totale 242 stelle, a voi l’onore di scoprire come… sappiate solo che vedrete l’universo con “occhi diversi”…), che è veramente un’impresa impegnativa, ma non frustrante a livello di difficoltà…
Conclusione
Preparandomi alle critiche di qualcuno, sono pronto ad affermare che Super Mario Galaxy è uno dei migliori giochi della settima generazione di console, da molti addirittura definito come il miglior gioco di sempre, anche se non mi sento di esagerare.L’unico difetto da segnalare, escludendo ciò che è soggettivamente criticabile, è qualche incertezza della telecamera: essa permette sì di vedere dagli occhi del protagonista per esaminare l’ambiente circostanze, ma alle volte è piuttosto limitata. Detto questo, ecco la Valutazione…
Pro e Contro
+E’ Mario
+Incredibili novità
+Varietà di ambienti notevole (anche di power ups!)
+Esteticamente ottimo
+Colonna sonora epica
-E’ Mario
-Incertezze della telecamera
-Per i commenti dovrete sorbirvi le critiche (dal dubbio senso) da guastafeste di Marin
Grafica: Una delle migliori grafiche mai viste sulla console Wii, anche a distanza di due anni. Lo stile morbido e sognante è un gran punto di forza, unito a delle trovate a dir poco geniali. 93
Sonoro: La voce di Charles Martinet e i suoi urletti fanno sempre sorridere. La colonna sonora non dà spazio a critiche negative, in nessun modo. 95
Gameplay: L’accoppiata Wiimote e Nunchuk convince appieno: la possibilità di muoversi e reagire con l’ambiente circostante col puntatore non ha prezzo. Anche se l’utilità del secondo giocatore in modalità cooperativa è alquanto dubbia, ma si tratta di un’aggiunta, non certo delle fondamenta del gameplay. 95
Longevità: Da rigiocare almeno una volta, dopo la raccolta delle 120 stelle. La longevità non è illimitata, ma fate i vostri calcoli… 90
Fattore Innovazione: Una rivoluzione nel platform riuscita. Che altro? 99
Globale: Super Mario Galaxy, anche senza il fattore Hype, riesce ancora a stupire molto positivamente. P.S.: non accetto critiche da ignoranti… 95
Leisure Suit Larry: Box Office Bust! (by Marin)
Leisure Suit Larry: Box Office Bust!, recensione di Marin.
Sono sempre stato un appassionato della serie di LSL da quando ho giocato con un emulatore al vecchio LSL2. Questa serie di giochi, che mescolava un umorismo maturo e goliardico con la giocabilità tipica delle avventure grafiche di quei bellissimi tempi, è stata brutalmente modificata dal precendente episodio “Magna Cum Laude”, che ne cambiava radicalmente l’impostazione, tramutando una serie di avventure grafiche in una serie di minigiochi. L’umorismo non ne era uscito troppo con le gambe rotte comunque e anzi riusciva a divertire tranquillamente nonostante il cambiamento di stile e di Protagonista (infatti il vecchio veniva mandato in pensione e il giocatore controllava Larry, il nipote sfigato). Finito il college (ambientazione azzeccatissima di “Magna Cum Laude”) il nostro protagonista viene assunto dallo zio nei suoi grandi studi cinematografici per scovare una presunta talpa e soprattutto per compiere dei lavoretti per dei vari comprimari.
Natale a…
La prima cosa che un appassionato di LSL nota è come l’umorismo del gioco sia profondamente cambiato. Dalle battute allusive e divertenti si passa ora a stupidi giochi di parole (incomprensibili nella versione italiana se non avendo una buona conoscenza dell’inglese gergale)(a proposito,il gioco è sottotitolato in italiano ma il parlato resta fortunatamente inglese,con un ottima recitazione di attori professionisti come Carmen Electra) volgari e senza senso; giocando a questo BOB sembra di assistere ad un film di Boldi e DeSica, con l’accento posto su peti, parolacce e porno. E’ scomparsa la dimensione allusiva alla sfera sessuale: ora il protagonista è inutilmente pedante ed insopportabile, anche se spesso alcuni commenti che bucano la quarta parete fanno sorridere.I comprimari sono tutte macchiette appena abbozzate, a cominciare dalle attrici inevitabilmente tettone, stupide e acide. Per non parlare del grande divo, che riesce ad eccitarsi solo facendo sesso con degli animali. Quello che era la parte più importante della serie,la trama, si è rivelata un semplice collage di scenette spesso nemmeno collegate che non aiutano certo ad immedesimarsi nel gioco.
Non siamo Casualoni!
… non vogliamo inutili raccolte di minigiochi fatti male!Infatti non c’è altro modo di definire questo gioco: un ammasso di minigiochetti stupidi e pieni di bug. L’impostazione principale è quella di un platform in terza persona free roaming per gli studi cinematografici, con tanto di possibilità di rubare una vettura elettrica per scorrazzare allegramente (per modo di dire,il sistema di guida è pessimo) in questa specie di Hollywood dei poveri. Dopo aver accettato una missione (non che ci sia molto altro da fare) si viene incaricati di vari impieghi: consegnare pacchi, scattare foto compromettenti, rubare un certo oggetto, piazzare dei fuochi d’artificio, picchiare degli stuntman… niente di particolarmente trascendente,anzi. Le sessioni di cecchino (In prima persona,con le armi!Sic.) sono terribili e rese difficoltose dall’impossibilità di usare il mouse. Per non parlare dei combattimenti! Se alcuni sembrano troppo facili altri sono davvero impossibili;il tasto di parata di solito è un puro orpello grafico e i nemici sono dei bersagli imprendibili se non prendendo a nostra volta degli sganassoni. Le sezioni platform riescono anche ad essere apprezzabili se non fosse per la lentezza di alcune azioni (come l’aggrapparsi ai cornicioni o il salire le scale) che interrompono il ritmo e soprattutto per la telecamera emancipata che fa veramente quello che vuole. Simpatico almeno il minigiochino per rimorchiare le donne, anche se non è possibile fallire il che affossa la sfida. E’ invece possibile morire per ogni sciocchezza in questo gioco: infatti, Larry avrà la sua bella barretta vitale che si svuoterà al primo salto andato male… probabilmente a causa della telecamera.
E’ surreale !
Già,anche questo gioco fa uso del Unreal Engine 3. O almeno così pare: infatti la grafica,anche se piacevole nella realizzazione di alcuni personaggi e ambientazioni, è nel complesso insufficiente: gli edifici sembrano usciti da Worms Mayhem,e così i veicoli. Non c’è traccia di effetti grafici di alcun tipo né di alcun menù che regoli la grafica : andanso su “Visualizzazione” ci sarà mesta solo l’opzione per sottotitoli e risoluzione. Un vero peccato anche lo stile grafico: se Magna Cum Laude aveva uno stile simpatico e piacevole,con personaggi anche ben caratterizzati nonostante la pochezza grafica ora i personaggi sembrano zombies dalla testa troppo cresciuta e dalle animazioni tristissime(a parte rare eccezioni, come Ginger)
A furore Nerdorum libera nos, Domine.
Questo nuovo capitolo di Leisure Suit Larry, vuoi per la rinnovata assenza di Al Lowe al comando vuoi per il nuovo approccio, proprio non ce la fa. L’ingresso nella next gen di quella che è stata una gloriosa serie di avventure grafiche è terribile: ci sono poche cose salvabili, nessuna di queste fondamentali. Giocabilità pessima, grafica terribile e soprattutto una volgarità stantia e fastidiosa. La morte dei Lovage?
Pro:
+Alle volte,fa ridere.
+Se siete alla frutta forse può eccitarvi.
Contro:
-Giocabilità Ingiocabile(ahahah!Gioco di parole!…Uccidetemi.)
-Stile grafico insopportabile
-Condivide l’umorismo di Natale in India.
-Dura tanto.
-Alla fine neanche si vede il sesso!(se state molto alla frutta.)
Voto: 22/100
Fifa ’09 (by Dave)
Fifa ’09, recensione di Dave
Quando Pro Evolution Soccer si presenta in tutti i negozi, il nuovo titolo targato FIFA non può essere da meno, quindi si fa trovare puntuale all’appuntamento-scontro con il rivale di una vita.
No alla noia !
Se parliamo di novità sostanziali, mentre PES 09 sfoggia la modalità “Diventa un Mito”, il nuovo FIFA sbandiera l’Adidas Live Season, ovvero un’applicazione che aggiorna le formazioni e gli attributi di ogni giocatore in base alle proprie prestazioni sul campo.
Questa particolare modalità è disponibile, a pagamento, su tutte le piattaforme o quasi (360, PC e PS3).
Per il resto troviamo, al solito, la modalità “Torneo”, contenente 61 tipi di torneo, la modalità “Manager”, che ci mette nei panni dell’allenatore e la modalità “Sfida”, vitale per sbloccare contenuti extra.
Quasi inutile parlare delle licenze ufficiali perché, a parte la Champions League, ci sono tutte!
Perché il controllo è tutto :
Il nuovo videogioco EA non è perfetto, ed è bene chiarirlo da subito.
E non riesce ad esserlo per via di alcuni problemucci che lo investono allegramente.
Uno di questi è la fisica che regola i movimenti del pallone, ma mi viene in mente anche l’IA dei portieri, che li rende a tratti imbattibili e a tratti spaventapasseri dotati di mani gelatinose.
Il comparto che più regala soddisfazioni è quello legato al realismo, e lo dimostrano tocchi di classe come cross pennellati alla perfezione, che consentono una moltitudine di azioni aeree in aria di rigore.
Tornando all’IA possiamo affermare che il gioco è migliorato di molto sotto questo punto, presentando finalmente difensori reattivi il giusto.
Anche l’occhio vuole la sua parte :
Inizio col dire che, graficamente parlando, la versione per PC di questo gioco non convince più di tanto, specie se messa a confronto con quelle per console.
Su queste ultime, infatti, il risultato è davvero ottimo, molto curato e perfettamente godibile.
Il difetto maggiore riscontrato in campo grafico è quello riguardante le somiglianze dei giocatori rispetto alle controparti in carne ed ossa.
Inoltre, altra cosa sgradevole all’occhio, sembrano avere tutti la stessa altezza, quasi come se fossero fatti con lo stampino.
Un lavoro di revisione e limatura è stato fatto anche sulle varie animazioni, che ora risultano ben più fluide e “vive”.
Neanche la telecronaca, affidata al duo Caressa – Bergomi, convince più di tanto, palesemente riciclata dal precedente capitolo e da Euro 2008.
In Rete !
L’aspetto riguardante l’online è stato senz’altro uno tra quelli più curati dai tipi di EA, se non quello più curato.
L’esperienza infatti è fresca e divertente, visto che il gioco ci permette di intraprendere, oltre al solito uno contro uno, una sfida 10 vs 10, garantendo ore e ore di divertimento.
Pro
+ La Live Season di Adidas
+ Ottimo comparto online
Contro
- Fisica da rivedere
- Telecronaca non eccelsa e riciclata
Voto Finale: 85/100
Pro Evolution Soccer 2009 (by Dave)
Pro Evolution Soccer 2009, recensione Xbox360 di Dave.
Il giorno d’uscita di un qualsiasi PES è cerchiato di rosso sul calendario di ogni appassionato di calcio degno di tale nome.
Il miglior gioco calcistico in termini di divertimento è sempre tra noi, anno dopo anno, pronto alla sfida con il nuovo capitolo della serie FIFA.
Più le cose cambiano più restano le stesse
Lo ammetto, Seabass sa come sorprendermi, visto che quando lui e gli altri dello staff di PES andavano cianciando che avrebbero lavorato molto sugli aspetti del gioco da sistemare, rimanevo puntualmente deluso dal risultato.
E’ andata così con PES6, che per le piattaforme next gen era un’edizione monca, priva infatti di alcune modalità e con un comparto grafico vergognoso.
Nel frattempo, gli annunci riguardanti i miglioramenti per le successive edizioni fioccavano.
Pes 2008, in questo senso, ha segnato già un passo in avanti decisamente positivo, confermato da questo Pro Evolution Soccer 2009 che comunque, nonostante le nette limature che presenta, continua a sbandierare difetti ormai storici della serie.
Che vogliamo fare oggi?
Le opzioni del nuovo gioco targato Konami sono davvero parecchie, e capiterà raramente di non saper cosa affrontare.
La modalità “Diventa un Mito” è una felice aggiunta, molto divertente, che ci permette di prendere il controllo di un singolo giocatore all’interno di una squadra e di portarlo ad altissimi livelli, sino alla chiamata in nazionale.
Controlleremo il nostro alter ego dai 17 fino ai 35 anni, e dovremmo partecipare agli allenamenti e obbedire alle decisioni dell’allenatore.
Questa modalità, infatti, è piuttosto “statica”, visto che personalmente non abbiamo il controllo su nulla, se non sul nostro singolo personaggio.
Dal canto nostro, possiamo solo chiamarci la palla e cercare di giocare nel miglior modo possibile, in modo da accrescere la nostra fama e raggiungere il contratto dei nostri sogni.
Fantastica anche l’aggiunta della Champions League, tutta ufficiale e pregna dell’atmosfera tipica di quella reale, con le partite settate rigorosamente in notturna.
Per il resto è quasi il solito capitolo di PES, con amichevoli, lega, Master League e l’allenamento.
Da segnalare l’editor particolarmente potente, con cui personalizzare i giocatori in maniera davvero profonda.
Le licenze sono, allo stesso tempo, una gioia e una delusione, anche se a questo ormai ci abbiamo fatto allegramente l’abitudine (e per i malati delle licenze la serie EA rimane sempre svariati passi avanti).
Del campionato inglese, per esempio, sono ufficiali solo il Manchester United e il Liverpool, mentre la Serie A (logo a parte) è invece a posto, come pure l’Ederivisie e la Ligue 1 Orange.
La liga spagnola invece, purtroppo, soffre degli stessi problemucci del campionato inglese.
Questione di gameplay
La prima cosa che notiamo, pad alla mano, è la velocità di gioco, ora nettamente diminuita rispetto al passato.
Se infatti su quest’aspetto proviamo a confrontare PES6 e questo 2009, sembra quasi di avere a che fare con due giochi molto differenti, che in comune hanno solamente il genere.
Anche se ancora non siamo davanti ad un calcio totalmente simulativo, bisogna comunque constatare che grossi passi avanti sono stati fatti in questo senso. La fisica che regola il pallone è un altro motivo di gioia e tripudio, dominata com’è da parecchi effetti realistici.
Per il resto però la serie continua a portarsi dietro difetti ormai storici che, proprio per questo motivo, diventano ancora più fastidiosi.
Troppo spesso capita che i giocatori dimostrino una vita propria, infischiandosene del nostro controllo. C’è da dire che situazioni come queste non son frequentissime, ma quando capitano al novantesimo, mentre siamo lanciati verso la porta avversaria nel tentativo di segnare il gol della vittoria, risultano parecchio fastidiose.
In più, per gli amanti del calcio spettacolo, sono state aggiunte alcune gustose finte.
Che per alcuni la grafica continua ad essere la cosa più importante
La cosa più bella della grafica di PES è che migliora capitolo dopo capitolo.
Sotto questo aspetto però siamo ancora lontani dal nuovo FIFA, anche se il titolo Konami, dalla sua, presenta tantissimi giocatori identici alla propria controparte reale. Qualche gradito ritocco è stato apportato anche agli stadi e agli effetti luministici, mentre le varie animazioni non si discostano poi molo da quelle già viste nei precedenti capitoli.
Discorso a parte merita la fluidità, ora saldamente ancorata ai sessanta fotogrammi al secondo.
Sul fronte commentatori, Civoli e Sandreani lasciano il posto a Gianluigi Pardo e Josè Altafini, con il risultato di rendere la telecronaca concitata e varia.
Allora ci si incontra al campetto, dai…
La modalità più interessante offerta dall’online è quella collegata al “Diventa un Mito”, dove possiamo sfidare avversari umani con il nostro giocatore, dando vita a partitelle davvero molto divertenti.
Le modalità online però non sono poi molto varie, dato che troviamo solo la solita partita in singolo fino al 2 contro 2, mentre sarebbero stati sicuramente graditi tornei o altre soluzioni per migliorare il fattore longevità.
Pro
+ Un ritrovato ritmo di gioco
+ Aspetto grafico migliorato e gradevole
+ Ottima caratterizzazione dei giocatori
+ Josè Altafini alla telecronaca
+ La modalità “Diventa Un Mito”
Contro
- Online ancora ampiamente migliorabile
- Licenze altalenanti
- Meccaniche di gioco ormai trite
Voto Finale: 89
Super Smash Bros. Brawl (by Ed92)
Super Smash Bros. Brawl, recensione di Ed92
Dal 1999 la serie di Super Smash Bros. offre ai giocatori la possibilità di giocare ad un genere di gioco di lotta unico: l’azione si svolge in piccoli scenari in stile platform, ed è accompagnata dall’uso di oggetti più o meno convenzionali, capaci di invertire le sorti della battaglia. Questo terzo capitolo, uscito per noi poveri europei 5 mesi dopo rispetto al Giappone e 3 rispetto ai nostri cugini americani, il 26 giugno 2008, dopo una lunghissima attesa fatta di annunci e teasers… Il risultato?
E’ Rissa Reale!
Super Smash Bros è un gioco che fonde i generi picchiaduro e platform alla perfezione: i giocatori scelgono il proprio personaggio dal
roster Nintendo (e, da questo capitolo, non solo) e vengono catapultati nell’arena a darsele di santa ragione. Lo scopo del gioco è infatti buttare l’avversario fuori dallo schermo, invece del consueto KO. Come? Semplicemente, picchiando un avversario, con attacchi normali o speciali, 3 per personaggio, o attacchi Smash, per non parlare di una novità del gioco,gli Smash Finali (una sorta di Special Finisher), il suo indicatore di percentuale di danni, il dannometro, salirà: più la percentuale è alta, più possibilità ci sono che l’avversario venga scaraventato fuori dallo schermo. Il gameplay è rimasto pressochè invariato dall’inizio della saga: le novità riguardano l’aspetto tecnico, notevolmente migliorato rispetto al predecessore per GAMECUBE, nonostante i noti limiti che la nuova console Nintendo presenta da questo punto di vista, i personaggi selezionabili (un totale di ben 35 lottatori tra cui scegliere, dei quali circa 20 selezionabili dall’inizio), le arene di gioco (ben 41) e gli strumenti sulla mappa. In un’ arena si possono scontrare fino a 4 giocatori contemporaneamente, garantendo il massimo del caos nello schermo di gioco!
Un tripudio di luci e colori… E suoni!
Una cosa che salta subito agli occhi giocando il titolo Nintendo è la cura maniacale nella realizzazione dei personaggi e degli ambienti, come anche degli effetti grafici: una delle migliori grafiche disponibili nel parco titoli del Wii, condita da un sonoro di prim’ordine, con oltre 300 brani muscali che faranno da sottofondo ai vostri scontri: si tratta di alcuni tra i brani della storia di Nintendo fino ad oggi, riadattati, ma anche delle preziose versioni originali. La colonna sonora in effetti è vastissima, forse tra le sountracks con brani più numerosi in tutta la storia del videogame! Per quanto riguarda lo stile delle arene e dei personaggi si tratta di un bel lavoro: nessun
ambiente o lottatore sfigurerà con gli altri, o raramente, senza perdere l’identità della propria serie d’appartenenza. Se ci pensate, non è facile mettere 35 personaggi nello stesso gioco senza far sì che stonino, anche se certo non è paragonabile al lavoro di altri picchiaduro (coff.. coff… Marvel VS Capcom… coff…), poiché si tratta di generi, anche se sulla stessa base, sensibilmente differenti.
E che ospiti!
Nel roster dei personaggi disponibili, oltre a gradite presenze dell’universo Nintendo, i programmatori, con il felice consenso di KONAMI e SEGA, hanno pensato bene di inserire ben 2 personaggi tratti da due saghe sacre ai fan: si tratta di vostra signoria Solid Snake, della saga di Metal Gear, e il leggendario porcospino blu Sonic. C’è da dire che si tratta di presenza molto ben gradite ai giocatori, anche perchè, in fin dei conti si tratta di lottatori giocabilissimi e con un parco mosse ottimo. Lo stile li rende unici, e nonostante appartengano ad universi completamente diversi rispetto a quello Nintendo, vedere Solid Snake contro Mario non stucca, ma è sempre una gioia a vedersi!
Un gioco è bello quando dura poco?
Nemmeno per sogno: Super Smash Bros. Brawl fa della longevità uno dei suoi punti forti, con una serie di modalità che lascerà incollati allo schermo i giocatori (NdR: Eccezion fatta per chi odia Nintendo… chi ha detto Marin? XD). Infatti già la modalità in giocatore singolo offre numerosissimi contenuti sbloccabili (già a sbloccare tutti i personaggi ci metterete un bel po’, ma il divertimento non finisce lì, anzi aumenta!) e diverse sfide: si va dalla modalità avventura, bella lunghetta, difficile da completare al 100%, la modalità Classica, una serie di incontri che, una volta completata, sbloccherà il trofeo del personaggio selezionato (la collezione di trofei nascosti nel gioco è un’altra impresa ardua e divertente: ogni trofeo descrive il personaggio che raffigura, contestualizzandolo nel gioco!), i livelli bonus e molto altro, per non parlare del multiplayer, offline, anche contro la CPU, e online, che renderebbe il gioco indiscutibilmente eterno, ma che non
funziona un granchè bene ( i server sono in tilt! Io personalmente sono riuscito a fare pochi match nella suddetta modalità…). Completare tutte le sfide vi porterà via probabilmente anni interi, senza far calare in alcun modo il divertimento. Da notare anche la presenza di un editor di scenari, seppur limitato, ma che assolve la sua funzione: il divertimento, che in queste ultime generazioni di videogames sembra venir messo in secondo piano… ma questo è un altro discorso.
In conclusione…
Sicuramente un Must Have per ogni possessore di Wii. I possessori di altre console potrebbero contestarmi, forse per ignoranza o per partito preso, ma questo SSBB è divertente come pochi, praticamente infinito, tra i migliori giochi a cui abbia mai giocato.
Valutazione
Pro e Contro
+35 personaggi tra cui Sonic e Solid Snake!
+Un connubio di tutto ciò che è Nintendo
+Colonna sonora enciclopedica!
+L’online dà molte rogne, anche se giocabile con i codici amico senza problemi.
+Gameplay semplice e immediato
-Gameplay semplice e immediato
-C’è chi odia Nintendo…
Grafica: Una grafica che rende il titolo una gioia per gli occhi, con ottime texture, poligoni e effetti grafici. 85
Sonoro: Una colonna sonora curatissima e enorme, con effetti sonori molto buoni. 98
Gameplay: Divertente, anche se non molto PRO. A me basta questo. 85
Longevità: Quasi eterno… se l’online contro sconosciuti funzionasse bene lo sarebbe. 98
Fattore Innovazione: Non molto, ma la cura è tanta, e il gioco è decisamente al passo coi tempi. 80
Globale: Un ottimo titolo, divertentissimo, quasi infinito.. Decisamente consigliato. 93/100
Call of Duty: World at War (by Dago)
CALL OF DUTY: WORLD AT WAR (Xbox 360), recensione di Dago
Era verso la fine del 2007,quando la storica serie di sparatutto sulla seconda guerra mondiale,Call of Duty,cambiò rotta e,con il titolo Modern Warfare, ci teletrasportò sui campi di battaglia moderni.
Con il suo quarto (per la verità terzo) capitolo Infinity Ward ricevette elogi su tutti i fronti,tantè che CoD 4 divenne gioco dell’anno.Adesso la palla passa a Treyarch ,che riceve bene il passaggio, ma rilancia con poca forza.
E SEMPRE NEL ’40 SIAM
Gli sviluppatori di Treyarch sono gli autori del 3o deludente capito di Call Of Duty (la pecora nera) e di alcuni spin-off ben riusciti su console datate graficamente (Ps2,Xbox e Wii); adesso tornano alla carica con Call Of Duty:World At War. Sempre ambientato nella seconda guerra mondiale, CoD 5 ci farà rivivere le battaglie dei marines americani nel Pacifico contro i “musi gialli” e il contrattacco sovietico fino alla definitiva caduta del Reich. Il primo livello sarà ambientato a Stalingrado nel ’42,quando è stata appena catturata dai tedeschi; impersonifcheremo un soldato russo scampato al massacro, questo (evitando spoiler) sarà l’unico livello veramente interessante della campgna russa: dopo averlo terminato le altre battaglie si svolgeranno in campi aperti, ove l’unico fattore positivo è una discreta libertà di movimento(le mappe sembrano abbastanza spoglie e i combattimenti sono dannatamente monotoni) e nelle strade di una Berlino devastata,ricreata bene architettonicamente. Qui i combattimenti sono più interessanti visto che sono molto CQC(close quarters combat):scontri a fuoco a pochi metri e assalti alla baionetta, anche la mappa è più dettagliata con detriti ovunque e arredamenti fatti a pezzi;peccato che il tutto si rivela un enorme ed interminabile tunnel,insomma il castello di Wolfenstein è meno lineare(da dimenticare poi il livello con i carri armati sul quale non spreco parole per pietà).
La campagna americana, invece,si sviluppa su territori fin ad oggi inesplorati dalla serie:le isole del Pacifico.Qui vestiremo i panni di un marines americano,tra agguati giapponesi,sbarchi,combattimenti nella giungla,nei bunker,nei sotterranei e in campo aperto dovremo strappare isola per isola all’impero di Sol Levante. A fare bella figura in questa campagna ci pensa il lanciafiamme,ben fatto e letale, sarà utilissimo per stanare i viet…….ehm… Giapponesi dagli
alberi,dai buchi e nella giungla. La varietà di situazioni e un minimo di originalità fanno di questa campagna l’apice del single player di CoD5. La missione più bella della campagna(e del gioco) è senza dubbio quella ambientata su un idrovolante da salvataggio, azzeccata e originale. Le uniche pecche che affliggono l’epopea dei marines sono una difficoltà mal calibrata e muri invisibili nella giungla per rendere più lineare il passaggio del giocatore. Niente da ridire sull’ IA, funzionale ai fini dello stile di gioco arcade. Vera delusione invece è stata la trama:le missioni vengono buttate a caso senza quasi alcun filo logico.
È presente una modalità cooperativa come vera novità per il single,e anche qui si poteva fare di meglio,certo da Treyarch non mi aspettavo molto.
COPIA E INCOLLA
Il multiplayer è stato ripreso ,senza troppi indugi, da quello di CoD 4: 65 livelli(10 in più del normale tanto per rompere le palle),armi e accessori sbloccabili, missioni per ottenere ulteriore exp e perks a non finire per creare il nostro “soldato perfetto”. Le uniche novità sono: l’introduzione dei carri armati in alcune mappe che ne comportano di più grandi e spaziose (e più dispersive) e anche di una nuova barra per i perks(oltre le 3 già presenti) dove poterne inserire uno per i veicoli (più veloce a muoversi,a mirare, a ricaricare…..).Le mappe più piccole risultano meglio fatte e più divertenti,anche se non alla altezza di quelle del 4. Le armi (che spaziano dai Garand,e i Thomson agli MG42 e i PPSH) sono riprodotte fedelmente,anche se qualche dubbio in compenso al realismo storico può sorgere facilmente. Nonostante tutto il multiplayer si dimostra solido e longevo:tante modalità,tante mappe e 10 prestigi(quando si arriva all’ultimo livello si può scegliere se ricominciare da capo per avere dei bonus);certo non è merito di Treyarch però comunque passa…..
Arriviamo al vero succo di questo gioco (o almeno il vero succo di quello che Treyarch ha fatto da sola): Nazi Zombie. Come si intuisce dal nome nazi zombie è una modalità dove dovremo resistere contro un assalto di zombie nazisti (ci mancava direte), da soli o insieme ad amici (offline o online).Ne parlerò più specificatamente nella recensione Zombesca, però qui affermo che,come idea, è veramente azzeccata.
CHI E’ L’IDIOTA CHE MI HA DATO UN’ARMA A TAPPI?
Parlando del comparto tecnico anche questo è quasi uguale…..indovinate a chi…….CoD 4, esatto. Nella grafica però sono stati migliorati decisamente i modelli dei personaggi e levate quelle texture orribili a bassissima definizione che ricoprivano alcuni ambienti di MW. Anche il sistema di illuminazione è stato reso più realistico con relativo miglioramento delle esplosioni anche per via della fisica funzionale(molti oggetti possono essere “modificati”) e dello smembramento dei corpi.Il comprato grafico/fisico è molto buono e vanta di alcuni vantaggi come leggerezza e un frame sempre alto che ne garantisce la fluidità anche in situazioni più complesse;un elogio alle armi che graficamente sono state riprodotte certosinamente. Passiamo al sonoro:le musiche sono davvero ottime e azzeccate; sottilineano momenti epici(o almeno che dovrebbero essere epici) a momenti di relativa calma; la nota dolente si ha quando sentiamo le nostre armi sparare, il suono che ne uscirà sarà terrificante: Garand che sembrano fucili a tappi, PPSH
caricati con una fagiolata al posto dei proiettili,granate che quando esplodono fanno il suono di un ciccione che rotola dalle scale, thomson che ricordano armi da soft air……e c’è di peggio (se sentite 2 PPSH sparare un dopo l’altro con la differenza di un nanosecondo vi sembrerà di essere difronte a un elettrocardiogramma dove non c’è più battito cardiaco). La faccia che farete quando proverete la mia stessa esperienza non sarà delle migliori.
CONCLUSIONI
Il manuale di come rovinare un saga ottima ,con dei capitoli solo discreti, in offerta da Treyarch!Questo Call of Duty si dimostra “solo” discreto e difronte al suo predecessore impallidisce miserabilmente. La campagna americana risulta carina,ma nulla di più,quella russa invece,decisamente poco azzeccata,non che fosse poco curata in se,ma troppo scontata,banale e ripetitiva. Il multiplayer al contrario risulta divertente anche molto alla lunga…peccato che quel poco che ci ha messo Treyarch non basta e in parte ne ha quasi rovinato alcuni apsetti(mappe enormi e spoglie…brrr). Il comparto grafico forse è l’unica parte di questo prodotto esente da gravi difetti,non parliamo ,però, del vergognoso sonoro delle armi.
Nonostante tutto CoD 5 si lascia giocare,e per ingannare l’attesa di MW2 può essere un utile passatempo. Consigliato agli amanti della seconda guerra mondiale che troveranno pane per i loro denti e tanto divertimento;ai fan di CoD 1,2 e 4:”uomo avvisato mezzo salvato”.
PRO
+Campagna americana carina
+Multiplayer solido
+Nazi Zombie
+Comparto grafico al passo
+Diverte nonostante tutto
CONTRO
-Campagna russa non azzeccata
-Suono delle armi inesprimibile
-Treyarch non ha fatto nulla
-Tunnel su tunnel
-Mappe grandi noiose
-Trama insesistente
VOTO FINALE: 74/100
Demigod (by Marin)
Demigod, recensione di Marin
Semidio
Gioco bizzarro,questo Demigod.Dopo poco che ci giochi,cominci a credere che non ci sia molto da sapere in più.Ed effettivamente è vero;è molto semplice da padroneggiare dopo l’iniziale incomprensione,anche senza un tutorial.Però
è molto strano;non ti sembra che sia stupido.Ti sembra solo che sia semplificato,al massimo possibile.Francamente mi sono approcciato a questo gioco con pochissime informazioni al riguardo.Sapevo solo che dietro c’erano i miei amatissimi Gas Powered Games(chi ha detto Supreme Commander?)e che era uno strategico in tempo reale.Ebbene,non era così.
Buttiamola in Caciara.
Infatti,non è uno strategico in tempo reale.E’ più un evoluzione del concept di Warcraft 3: ci sono i soldati,ci sono gli edifici,ma soprattutto ci sono gli eroi.E che eroi.Possiamo scegliere tra una vasta schiera di semidei,appunto,che dopo la caduta del Dio principale si contendono il potere in un torneo.Una storia non esattamente pregnante è più che altro un pretesto per consentire a 8 semidei di picchiarsi con i loro eserciti in arene virtuali.Il gioco in sè è progettato soprattutto per il multiplayer,con tanto di ladders sempre aggiornate e continuo supporto dalla GPG.Il giocatore prende il controllo dell’er-ehm,del semidio scelto e si lancia nella battaglia comandando alla fine solo il suo alter ego.Accedendo alla fortezza,si potranno comprare upgrades all’esercito e alla stessa fortezza;esercito che però non potremmo creare noi ma sarà creato automaticamente da speciali portali.Il nostro eroe ovviamente salirà di livello e potrà scegliere sempre nuove abilità;con i soldi potrà anche permettersi nuovo equipaggiamento,come è ormai prassi standard di questi giochi.
Quanta solennità!
L’aspetto grafico di Demigod è davvero ben fatto.Riesce ad essere estremamente leggero e nonostante questo trasmette un senso di epicità molto trascinante.E’ spettacolare vedere i soldati massacrarsi e gli eroi menare fendenti di qua o di là.Ma soprattutto sono spettacolari le arene:danno davvero un impressione divina e riescono a far apparire le battaglie incredibilmente possenti.Purtroppo,tutto questo è limitato da una scarsissima interattività con l’ambiente circostante:la fisica è quasi inesistente e soprattutto non si possono costruire edifici dove desiderato,nè creare barriere o altro;ogni partita all’inizio ricorda molto di più uno di quei flashgame con le torrette che un vero e proprio rts.Gli eroi sono tutti estremamente ben caratterizzati,anche dal punto di vista grafico.Come già detto,sono otto:The Rook,una specie di fortezza semovente;Regulus,un agile balestriere capace di piazzare mine e altri ordigni;La Unclean Beast,un vero segugio malefico;Il Torch Bearer,un mago in armatura capace di potenti magie basate sul fuoco;Lord Erebus,una specie di Lich capace di sottrarsi allo scontro molto rapidamente;Oak,un paladino in armatura davvero massiccio,in grado di difendere i suoi compagni;La Queen of Thorns,una specie di Arpia e infine Sedna,una pettoruta cavalcatrice di tigri e curatrice.
Aspetta,come ci arrivo lì?
Già,pare strano ma evidentemente puoi diventare semidio anche se non sai bene come districarti in mezzo a semplici strade.Il più grande difetto tecnico di Demigod a mio avviso è proprio la scarsezza del Pathfinding:l’eroe va condotto passo passo nella sua strada,altrimenti si incaglierà in angoli inaspettati causando la dipartita sua e dell’esercito.Parlando di difetti,non mi è piaciuta la scarsa varietà del gioco.Sì,è molto bello fare a botte con i vari deuzzi e tutto,ma non ci sono tutte queste modalità di gioco.Le mappe sono molto belle-e neanche troppo poche-ma alla fine ripetono tutte lo stesso schema.In definitiva,Demigod è un gioco interessante,con qualche buona idea,ma niente di trascendente o particolarmente travolgente.
+Buona realizzazione grafica.
+Semidei Ben Caratterizzati.
+Gameplay abbastanza innovativo
-Scarsa Varietà
-Qualche Bug
-Poco controllo sul tutto
Voto 73/100
Left 4 Dead (by Marin)
Left 4 Dead, recensione di Marin
Rimasto Quattro Morto
Parliamoci sinceramente:tutti noi speriamo che questa febbre suina si tramuti improvvisamente in un morbo che tramuta gli infetti in Zombies per poterli massacrare.Certo,la situazione avrebbe i suoi svantaggi,ma il bimbo assatanato in tutti noi lo spera segretamente.Questo lo sanno bene i ragazzi di Valve che ci hanno regalato la possibilità di affrontare in compagnia questa evenienza.Con “Left 4 Dead”,infatti,abbiamo l’occasione di “Curare l’infezione,proiettile dopo proiettile” insieme ai nostri amici.E scusatemi se è poco.
In 4 si è in compagnia
Il gioco vero e proprio consiste nel farsi strada attraverso 4 diverse campagne divise a loro volta in cinque mappe
ciascuna,affrontando i vari clichè della filmografia zombesca,dalla fattoria all’aeroporto in rovina,dagli appartamenti fino all’ospedale,dalla foresta isolata fino al tunnel della metropolitana.La varietà degli ambienti è abbastanza buona e anche se soprattutto nelle zone ambientate nella foresta le texture si ripetono frequentemente la frenesia dell’azione e il numero soverchiante dei nemici permette che ciò non si noti.I personaggi selezionabili dei “buoni” sono solo 4 e non differiscono tra loro se non per estetica e per battute scriptate(volutamente banali per seguire i paradigmi dei film del genere) e sono :Francis,un motociclista tutto pelle e tatuaggi che anche in una situazione del genere riesce ad esprimere il suo odio per polizia ed esercito;Bill,un reduce del Vietnam,che al contrario chiama tutti “soldato”;Zoey,la figlia di una ricca famiglia,enorme aficionada per ironia della sorte di horror e infine Louis,unico personaggio di colore nel gioco,un manager di una catena di produttori di elettrodomestici.Come nei veri film di serie B,tali personaggi non saranno mai approfonditi psicologicamente e probabilmente la cosa più intelligente che diranno in una partita intera sarà”Guardate!Un posto sicuro!Entriamo!”.Scopo del giocatore sarà impersonare uno di questi quattro sfortunati e assieme ad altri amici o altri giocatori su internet ripulire queste zone o scappare dagli zombie fino al primo posto sicuro.
Mmmh,cervelli…
L4D è un gioco prettamente multiplayer e anche se esiste una modalità single player è la solita modalità che andrebbe etichettata come “Allenamento per incapaci”.Infatti l’intelligenza dei tuoi compagni sarà basata sul seguirti senza indugi e aiutarti quando necessario.Il discorso cambia in modalità multiplayer:contare su altri giocatori umani per salvarsi dall’orda è infatti una sensazione estremamente elettrizzante.Per sovvenire all’ovvia semplicità del gioco-infatti una squadra affiatata può faiclmente occuparsi di orde di zombies anche ai livelli di difficoltà più elevati- i giocatori potranno anche giocare come infetti,incarnando uno dei “miniboss” zombeschi,ovverossia Boomer(un
ciccione esplosivo capace di accecare i giocatori),Hunter(un agile zombie capace di atterrare e finire qualsiasi Survivor),Smoker(uno schifoso in grado di risucchiarti con la sua lingua e finirti da lontano;inoltre quando muore crea una nube di fumo che impedisce la visuale ai Survivors) e il Tank(un vero e proprio carroarmato a due gambe,capace di travolgere tutto).C’è anche un quinto Boss,la Witch,ma non è usabile dai giocatori:è infatti l’unità più potente del gioco,capace di uccidere facilmente l’intero gruppo se disturbata.
Ciak,azione!
Una figura totalmente nuova è quella del Regista:infatti in questo gioco per la prima volta sarà il Director a decidere da dove compariranno gli zombie e in quale quantità;sarà lui a scegliere cosa uscirà da una certa stanza o cosa aggredirà i Sopravvissuti.Lui deciderà i momenti di azione frenetica e i momenti di relativa tranquillità.Tutto questo crea un altissimo grado di rigiocabilità:nessuna partita sarà uguale a quella precedente.Le possibilità che può dare questa figura sono immense:però a mio parere non sono ben sfruttate.Per esempio,non ha un controllo sulle munizioni che possono ricevere i Survivors:sarebbe molto bello se decidesse che devono cavarsela affidandosi unicamente sulla pistoletta con munizioni infinite.Altra pecca di giocabilità a mio avviso è la mancanza di differenze tra i personaggi:possibile che una diciottenne sbarbatella che al massimo ha ucciso uno scarafaggio nella sua vita sappia maneggiare un fucile a pompa come un veterano della guerra del Vietnam?Possibile che il suddetto veterano sia veloce nel correre come un giovane motociclista?Sarebbe stato bello se ogni personaggio avesse avuto dei pro e dei contro.Inoltre,la scarsa varietà dell’arsenale grida vendetta:oltre alle pistole (Che potranno anche essere usate due alla volta) ci saranno Uzi e Fucile a pompa semplice nei primi livelli e Fucile D’assalto,Fucile a pompa semiautomatico e fucile da cecchino negli ultimi;inoltre,si potranno usare molotov e tubi bomba,ovvero granate che prima di esplodere attirano gli zombies.
Tutto ha un’Origine.
Soprattutto i giochi della Valve,poichè fanno uso del Source(Hahahaha,battuta deprimente.)!Il nostro amato motore
grafico infatti non sente il peso del tempo-non particolarmente almeno.E’ ancora in grado di restituire una certa sensazione di realismo,soprattutto per quel che concerne i modelli poligonali dei personaggi,da sempre vero fiore all’occhiello di Valve.Le esplosioni e gli effetti come fiamme e sangue sono realizzati estremamente bene ed è sempre un piacere vedere una testa zombesca esplodere in una secchiata di sangue-come è bello vedere gli stessi zombies correre mentre bruciano.Come già detto le textures dei luoghi alla lunga si ripetono,ma questo non ne sminuisce la realizzazione;tuttavia soprattutto nel livello della fattoria si vedono i segni del tempo.La musica riesce a rendere perfettamente l’idea della situazione e si adatta anch’essa ai clichè spiccatamente romereschi.Ho trovato molto molto geniale anche la citazione da Plaga Zombie-Zona Mutante(Un B-movie dei peggiori) nelle scritte all’interno dei vari Bunkers e assieme alle altre citazioni zombesche sparse nei livelli lo rendono un gioco tripla A per amanti di Zombie e sangue.
Oddio,escono dalle fottute pareti!
Strano che ancora non lo avessi scritto in questa recensione.In definitiva,Left 4 Dead è un gran bel gioco,sia per i suoi meriti innegabili di gioco vero e proprio,sia per il suo altissimo valore zombizzante.Se ci fosse solo una mappa in un centro commerciale,sarebbe perfetto.Fino ad allora,si attesta al livello di buon gioco.
Pro:
+Ci sono tanti tanti tanti zombies.
+Ed esplodono che è un piacere!
+Multiplayer estremamente ben fatto.
+Gli zombi di qui sopra,si possono pure usare!
Contro
-Beh,in realtà,la grafica è vecchiotta.
-Poche armi.Dov’è la motosega?Dov’è la gatling semovente?Dove sono?Dove?
-Personaggi uguali fra loro.
-Un pò ripetitivo alla lunga.
Voto Finale: 91/100
Empire Total War (by Dago)
EMPIRE TOTAL WAR, recensione PC di Dago
La famosa saga di RTS Total War torna da noi con un nuovo,entusiasmante capitolo ambientato nel 1700.Questa famosa saga di Creative Assembly ha raggiunto l’apice con Rome: Total War,per poi continuare con l’ottimo Medieval 2 e arrivare fin qui con Empire. Quest’ ultimo capitolo porta con sè una ventata di aria fresca nel gameplay, arricchendolo di molte novità.

IERI L’EUROPA, OGGI IL MONDO!
Si,è proprio così,oggi,miei conquistatori,avremo a disposizione tutto il mondo. Per chi non conoscesse il gameplay della saga total war sappia che è diviso in due parti: la prima si svolge sulla mappa mondiale (divisa a istanze,tipo mmog, per continenti) dove avremo a disposizione città ed eserciti sintetizzati in pedine che potremo muovere liberamente, a turni, sulla mappa.Insomma una sorta di risiko,dove il controllo di una città garantisce il controllo di una regione e dove eserciti e flotte possono muoversi liberamente per la mappa,senza percorsi predefiniti,calcolando fattori come passi montani,foreste o guadi che possono rallentarne o ostacolarne i movimenti.
Potremo incominciare a giocare con il tutorial: una mini-campagna che comprende un arco storico che va dai primi pionieri inglesi alla guerra d’indipendenza; in alternativa cominciando la campagna imperiale, il vero e propio succo del gioco. Dovremo selezionare una delle nazioni disponibili e segliere se intraprendere una camapagna lunga(100 turni) con parecchi obbiettivi (quali prendere determinati territori) o una campagna breve (50 turni) con meno obbiettivi. La prima partita da me incominciata è stata con la Prussia; il piccolo regno tedesco inizia con una situazione molto difficile: solo 3 territori e per di più divisi!Le prime differenze che saltano agli occhi in confronto agli altri capitoli della saga sono che ora i territori non sono composti solo dalle città ma da un numero variabile di villaggi che potremo potenziare a piacere trasformandoli in centri economici o scuole,comportando anche un cambiamento della gestione delle città: più efficace e intuitivo; un’altra differenza sostanziale è la presenza di un albero tecnologico (che potremo “scalare” grazie a scuole e studiosi) diviso in tre parti: filosofia, tecnologia militare e tecnologia economica, e di tre forme di governo:monarchia assoluta,monarchia costituzionale e repubblica). Altro cambiamento fondamentale riguarda la diplomazia: per patteggiare con gli altri stati non occorreranno più i diplomatici, ma si potrà fare il tutto da
un semplice menù. Anche l’economia è stata adattata al 1700: andare in bancarotta sarà molto più grave di prima e non potremo più avere decine di eserciti visto che il loro stipendio costa, e quindi dopo una guerra dovremo spesso disfarcene. I cittadini, invece, in base alla loro felicità, creranno automaticamente una milizia in caso d’assedio; gli ufficiali, al contrario, li dovremo reclutare e non avremo più il problema dell’albero genealogico (al suo posto avremo un gabinetto di ministri).
La verà novità di Empire però è nel mare (delle battaglie navali parlerò dopo): adesso il principale metodo di commercio sarà quello marattimo, tant’è che potremo ordinare alle nostre flotte di “piratare” le rotte commerciali di altri paesi, e lo stesso potrebbe accadere a noi, perciò dovremo pattugliarle costantemente. Nella mappa saranno anche presenti delle zone non conquistabili dove avremo l’opportunità di stanzionare alcune navi che ci garantiranno una rotta commerciale molto redditizia con la madre patria. Concludo il discorso marittimo dicendo che per spostarsi da un continente all’altro una flotta ben armata è decisamente essenziale.
Tornando al discorso sulla Prussia, per i primi turni ho accumulato denaro, potenziato le strutture, reclutato eserciti e stretto importanti alleanze. Dopo vari intrecci diplomatici sono riuscito ad inimicare a vicenda Austria e Polonia per poi attaccarle alle spalle. Per un’altra campagna ho scelto il confinante impero Austriaco, e qui la situazione è stata più semplice: è bastato rinforzare i confini e attendere che il nemico attaccasse per poi contrattaccare al momento opportuno. A dimostrare tutte le potenzialità di questo titolo, però, è stata la campagna con l’Inghilterra: obbiettivi e missioni ci faranno operare in ogni angolo del mondo, facendoci diventare un vero e propio impero coloniale (molto più difficile da gestire). Per quanto riguarda l’IA,a difficoltà medio-alta la sfida è abbastanza impegnativa: ogni errore lo pagheremo caro; può capitare che in alcune occasioni l’IA commetta incongruenze ma sono casi isolati e non troppo fastidiosi.
SUL CAMPO DI BATTAGLIA
Come dicevo ad inizio recensione, tutti I capitoli dela saga Total War sono composti da due parti; la prima, quella strategico-gestionale, è stata dovutamente illustrata fino ad ora, mentre della seconda, quella forse più apprezzata, non ho ancora volutamente parlato. Se non ci siete arrivati vi dò un indizio: che cosa succede se due flotte o eserciti si incontrano? Si aprirà una schermata dove verranno mostrati gli uomini e gli eserciti in campo da entrambe le parti. In più ci sarà un indicatore che segnala la possibilità di vittoria e dei pulsanti grazie ai quali potremo decidere se ritirarci, intimidare la resa all’avversario (solo in caso di assedio), far calcolare il risultato della battaglia al computer(che considererà abilità dei generali, armamento, numero ed esperienza della truppa) oppure,inifine, giocarla in prima persona. Selezionando quest’ultima opzione verremo catapultati sul campo di battaglia come generali. Noteremo immediatamente che le truppe sono divise in reggimenti invece che unità singole. Cominceremo con lo schierare il nostro esercito a piacimento (avendo anche la possibilità di cambiare molti fattori come le formazioni). Finito il posizionamento dei nostri uomini la battaglia incomincerà. Adesso I comandi diventano quelli dei classici RTS, attenzione però: le battaglie sono dannatamente realistiche e verranno calcolati fattori come quelli ambientali,climatici e anche riguardanti armamento ed esperienza delle truppe.Ogni colpo sparato sarà calcolato dal gioco per direzione,precisione danno ecc……Cose come il morale saranno fondamentali ai fini della battaglia: se i nostri uomini si faranno prendere dal panico fuggiranno abbandonando schieramento e posizioni, e sfasciando la linea di conseguenza. Un esercito normale di solito viene schierato in questa maniera: fanteria di linea al centro, cavalleria ai fianchi e artiglieria di dietro. Il gioco sasso-carta-forbice (arcieri battono cavalleria che batte fanteria che batte gli
arcieri) non è più così marcato visto che ora tutta la fanteria di linea avrà delle armi da fuoco molto efficaci. Infatti la cavalleria sarà molto più debole di prima: il risultato di una carica contro un reggimento di fanteria sul fronte sarà la distruzione;per questo dovremo impegnarci per farla passare sui fianchi e sul retro dello shcieramento nemico(vista anche la sua abilità nel corpo a corpo).Un ruolo chiave lo giocherà l’artiglieria:potremo fiaccare il morale nemico bombardandolo con cannoni e mortai,attenzione anche se estremamente vulnerabile. Le battaglie terrestri verranno combattute più o meno così: la fanteria si scambierà colpi di moschetto fino alla morte o esaurimento delle munizioni (poi si passa ad una disperata carica), la cavalleria cercherà di aggirare e l’artiglieria farà fuoco su tutto ciò che si muove. Attenzione anche al terreno e ad elementi come foreste: potreste subire imboscate improvvisamente. Un paio di consigli: da un’altura si spara meglio e negli edifici si è più riparati (occhio all’artiglieria però,sono comunque bersagli immobili).
Queste ed altri centania sono i trucchi del mestiere, seguite i consigli del computer e imparate dai vostri errori: questa modalità è molto simulativa e non perdona, ma non per questo poco divertente.
BATTAGLIA NAVALE
Ed è propio Empire ad inaugurare la battaglia navale per la serie Total War (pirma si potevano risolvere solo
automaticamente). Le basi sono quelle delle battaglie terrestri, solo che i vascelli saranno una decina per parte e al posto dei generali avremo gli ammiragli. Qui bisogna fare molta attenzione al vento (ci sarà sempre un indicatore che ne segnalerà la forza). Andare controvento può essere molto dannoso visto che le nostre navi saranno lentissime mentre quelle nemiche ci schizzeranno sul retro senza neanche che ce ne accorgiamo.Visto che tutti I cannoni all’epoca erano posizionati sui fianchi dei velieri il nostro obbiettivo in parole povere sarà sorprendere l’avversiario sul fronte mentre noi siamo messi orizzontalmente in modo da potergli scaricare tutta la forza delle nostre armi. I comandi all’inizio saranno un pò macchinosi, però poi, con un pò di pratica, ci faremo l’abitudine e potremo già navigare in mezzo alle mille opzioni presenti. Avremo anche la possibilità di scegliere che tipo di palle di cannone utilizzare (contro l’equipaggio, lo scafo o le vele). Se desideriamo potremo anche abbordare un vascello nemico: se l’attacco andrà a buon fine al termine della battaglia avremo un’ altra nave a disposizione! Anche questa parte è molto curata e simulativa, e con pochi errori rischieremo di ritrovarci con mezza flotta a fare compagnia ai pesci. Inoltre anche in questo caso le nostre navi potranno andare in panico: fuggiranno a tutta birra lontane dalla battaglia.
Servirà pazienza ma, dopo aver scalato la curva di apprendimento il resto è solo in discesa.
GUERRAFONDAI DA TUTTO IL MONDO
Oltre alle campagne potremo scegliere anche se giocare battaglie singole o assedi: ci verrano dati a nostra scelta tot punti e con questi ci “compreremo” l’esercito.Purtroppo un’opzione praticamente abbandonata di questo capitolo è quella delle battaglie storiche: ne avremo solo due di terra e una navale, un vero peccato,visto che con eserciti predefiniti e con un contesto storico in situazioni diverse dalle solite battaglie sarebbero risultate parecchio interessanti. Come negli altri capitoli il comparto multiplayer si baserà sulle batteglie terrestri e navali, anche se ci è stata promessa (con l’arrivo di qualche patch) l’implementazione della campagna online. Lì si che la storia potrebbe diventare proprio interssante. Naturalemente tutti i tipi di battaglie sono disputabili anche contro l’IA tanto per allungare ancora la longevità pressochè infinita di Empire.
QUANDO DICEVANO CHE IL 1700 ERA UN SECOLO COLORATO……..
….avevano ragione. Perchè signori, qui ci troviamo davanti alla madre di tutti I motori grafici per RTS. Facendo un discorso a parte per la mappa strategica mondiale, molto dettagliata e piacevole da vedere con elementi 3d come eserciti,citta, montagne e foreste. Parliamo più che altro della grafica e della fisica delle battaglie: beh che dire, impressionante……per quando riguarda la fisica le esplosioni sono stupende,e le navi quando vengono colpite lasciano
una scia di schegge e detriti decisamente credibile, pure i poveri soldati presi dalle esplosioni schizzano via in una nube di fumo in una maniera del tutto “naturale”, ma quello che stupisce di più sono le palle di cannone(e i loro effetti) che rimbalzano sul terreno o sulle navi come nella realtà, e la scia di morte che si lasciano dietro non sarà indifferente. Non da meno vale la grafica,ottima in ogni suo dettaglio: uniformi, strutture, terreno, navi e mare. Come potete vedere negli screenshots, il dettaglio grafico raggiunge livelli strabilianti,merito anche di un sistema di illuminazione ad hoc e di texture ad alta definizione.Non sono presenti effetti DX10 e questo,forse, è solo che un vantaggio visto che questa va a discapito della fluidità, che qui invece è sempre ottima, con un sistema adeguato. Le animazioni(sopratutto nel corpo a corpo e nei movimenti) sono ben fatte anche se certe volte la troppa coordinazione nello sparare, pulire la canna e ricaricare fà storcere il naso.
I difetti principali di questo titolo si raccolgono qui: i soldati sono (di nuovo) tutti praticamene identici (tranne il gruppo comando), questo si nota poco negli eserciti occidentali, visto che con le uniformi tutti i militari sembravano uguali anche nella realtà; ma,purtroppo và parecchio a infierire nella cavelleria e negli eserciti di nativi(tutti con lo stesso brutto muso); insomma mancano i piccoli dettagli che differenziavano soldato da soldato a Medieval 2. Altro importante difetto sono i caricamenti,troppo lunghi ed estenuanti sia nella campagna (quando finiamo il turno) sia per le battaglie. Naturalmente per godersi il tutto dovremo avere un pc di fascia alta.
CONCLUSIONI
Empire, sotto tutti i punti di vista, è un ottimo gioco. La gioia incarnata per amanti di RTS e strategici. I pochi bug presenti,dovuti alla vastità del gioco, sono in attesa di essere risolti dai geni di Creative Assembly, come d’altronde l’ampliamento del multiplayer. In più ora,come per tutti i Total War, incominceranno ad arrivare una carrelata di mod provenienti dai fan (e quanto ci scommettete che entro l’inverno avremo anche un’espansione?). Insomma un gioco praticamente perfetto. Forse il migliore uscito nel 2009 fino ad ora. Un gameplay vasto e intricato,una documentazione storica pressochè ottima e una longevità infinita(e finalmente vere e propie novità che non arrivavano al tempo di Rome) tutto coronato da un comparto tecnico sublime…..beh certo a patto di avere un pc di fascia alta.
PRO
+Campagne lunghe, divertenti e rigiocabili
+Battaglie tattiche e realistiche
+Finalmente le battaglie navali!
+Comparto tecnico ottimo
+C’è tutto il mondo
+Finalmente novità nel gameplay
CONTRO
-Caricamenti troppo lunghi
-Multiplayer da sviluppare
-Serve un PC potente
-Alcuni passi indietro in confronto a Medieval 2
VOTO FINALE 94/100